04/10/2012

La ripetizione del Nome di Dio salvò Prahladha dall’agonia della tortura. Egli imparò il Nome Sacro e ne comprese la dolcezza, lo cantò continuamente e ne interiorizzò il sapore dolcissimo. Quando l’elefante infuriato corse verso di lui, egli non chiamò in aiuto i suoi genitori fisici ma immediatamente gridò “Narayana!”. Il Signore è la fonte della forza per il debole e per il forte, è il Potere Supremo. Quando Prahladha pronunciò il Nome del Signore, l’elefante imbizzarrito arretrò e nessun fuoco avrebbe potuto toccarlo o veleno intossicarlo; il Nome del Signore era la sua armatura, il suo riparo, il suo respiro, realmente la sua vita stessa. Per ripetere il Nome Divino non serve denaro, non necessitano strumenti, nessun luogo o momento sono richiesti, l’erudizione, la casta o il credo non contano. Sfregando un pezzo di ferro su una pietra si genera del calore; per generare il calore sufficiente a sciogliere il cuore tenero del Signore, ripetete il Nome Divino con vigore e costanza ed Egli spanderà la Sua Grazia.

Sai Baba