PERLE DI SAGGEZZA SAI

CONVERSAZIONI DI BABA CON GLI STUDENTI

6 settembre 2003

Cari Fratelli e Sorelle,
Oggi ci occuperemo del materiale pubblicato nel febbraio 2001, in lingua telugu, sul Sanathana Saraghi.


INTERVIEW A CENTINAIA DI DEVOTI

Sappiamo che il darshan di Swami ha un effetto meraviglioso su tutti. Nel momento in cui vediamo Swami, ci sentiamo pieni di energia, di entusiasmo e dinamici. Così come senza il darshan fisico per lunghi periodi, sentiamo il dolore della separazione. Ci sentiamo molto soli e fisicamente deboli.
Le conversazioni che Swami tiene ogni sera sulla veranda con gli studenti e con gli insegnanti potrebbero essere definite ‘interview di massa’. Egli sta dando l’interview a centinaia di devoti in una volta. Tutti voi Lo vedete, in centinaia Lo ascoltate e tutti ne traggono beneficio. Non è così? E’ più o meno un’interview di massa!


CONOSCETELO NELLO SPIRITO

Nell’ascoltare queste conversazioni di Swami, oltre ai Suoi discorsi pubblici, abbiamo il vantaggio di conoscerLo nello spirito. Lo capiremo spiritualmente e ciò ci aiuterà a sperimentarLo spiritualmente.
Quindi è necessario che tutti noi conosciamo il nostro Dio, il nostro amato Dio a cui rivolgiamo le nostre preghiere. Se preghiamo senza conoscerLo, si tratta solo di un’azione meccanica e abitudinaria. Se invece Lo conosciamo, Lo capiamo e poi Lo preghiamo, ne sperimenteremo i frutti, così come diceva il saggio Thyagaraja tanto tempo fa. Bisogna conoscere il Dio che adoriamo.


SCHIAVITU’ DEL GUSTO SIGNIFICA SPRECO DI VITA

Quella sera Bhagavan ha deciso di parlare di salute. Ha detto che dovremmo essere asciutti e in forma, non dovremmo sentirci pesanti. Dovremmo riuscire a alzarci subito dopo aver finito di mangiare e non dovremmo sentirci come se trascinassimo i nostro corpo. Inoltre ha aggiunto che alcune persone sono robuste ma hanno gambe magre. Baba ha detto che un corpo fatto così è come un edificio con colonne fragili: può crollare in qualsiasi momento. Gambe così sottili non possono sopportare il peso del corpo, causando artriti e osteopatie. Quindi la gente dovrebbe stare attenta e evitare il sovrappeso.
Swami ha detto: “Se diventiamo schiavi del gusto, la nostra vita andrà sprecata”.

Poi Swami ha cominciato a parlare del passato. 25 o 30 anni fa, Bhagavan si recava regolarmente al East Godavari District nello stato dell’Andhra Pradesh. Visitava ogni villaggio della zona.

“Sapete che in quel periodo mi spostavo sempre in macchina. Dovevo attraversare molte città e, nonostante il lungo viaggio, ci crediate o meno, non mangiavo nulla. Non mangiavo e non bevevo.”
Così Bhagavan ha parlato di Rahim, un autista. Swami gli dava della frutta, cantava per lui e gli raccontava delle storie così che Rahim non si addormentasse di notte mentre guidava.
“Scherzavo con lui: ‘Rahim, tu stai davanti e invece Io siedo dietro. Mentre la machina accelera, gli scossoni arrivano tutti a Me, non a te”.


VISHWAMITHRA HA BISOGNO DI PROTEZIONE DA RAMA E LAKSHMANA

In seguito Bhagavan ha cominciato a parlare del Ramayana. Sapete che Rama e Lakshmana erano due fratelli. Il saggio Vishwamithra voleva che i due fratelli lo seguissero nella foresta per proteggere il yagna che aveva deciso di compiere. La foresta era piena di demoni che attaccavano i santi e i saggi che eseguivano i loro riti. Vishwamithra voleva che Rama e Lakshmana lo aiutassero, non perché non potesse sconfiggere quei demoni da solo, ma piuttosto perché chi compie il yagna non dovrebbe uccidere. Questa era la disciplina. Così, Vishwamithra andò da Dasaratha, il padre dei due giovani, per chiedere il suo permesso.

Chiese al re: “Dasaratha, manda i tuoi figli con me”.
Dasaratha cominciò a piangere: “Non posso mandarli con te. I miei figli sono nati dopo un lunghissimo periodo di attesa e di penitenza e non riesco a separarmi da loro”.
Vishwamithra rispose: “Oh re, hai promesso che avresti esaudito tutto ciò che ti avessi chiesto. Non puoi venir meno alla tua promessa”.
Dasaratha disse: “Oh Vishwamithra, ti prego, lascia stare i miei figli. Sono ancora giovani, dei cuccioli. Non posso vivere senza di loro. Ti seguirò io. Proteggerò il tuo yagna”.

Così Vishwamithra disse: “Senti Dasaratha, tu appartieni a una discendenza di persone che hanno vissuto e sono morte per la verità. Ora vuoi venire meno alla promessa?
Vishwamithra continuava a insistere perché Rama e Lakshmana andassero con lui e aggiunse: “Oh re, non so che attaccamento tu abbia. Tu pensi che Rama e Lakshmana siano tuoi figli, ma tu non sai chi sono. Sono Divini. Rama è Dio Stesso. Quindi perché ti preoccupi? Perché pensi siano semplicemente tuoi figli?
Così Vishwamithra riuscì a portare i due giovani con lui nella foresta per proteggere il suo yagna.

Dopo un duro viaggio e al calare della sera, Vishwamithra fece avvicinare i due giovani, dicendo: “La notte sta calando velocemente e ci saranno demoni intorno a noi. Potrebbero provare a uccidervi. Dovrete restare svegli per tenere i demoni lontani da questo posto. Siete principi, figli di un grande re, quindi siete abituati a mangiare cibi deliziosi e costosi, che nella foresta non ci sono. Quindi vi insegnerò due forme di conoscenza: Bala e Athibala. Queste due forme di conoscenza vi permetteranno di non dormire e non mangiare, perché perderete l’appetito. Non vi preoccupate”.


L’ ILLUSIONE DI VISHWAMITHRA

Poi Bhagavan ha detto: “Avete visto come si è illuso Vishwamithra? Prima aveva detto a Dasaratha, ‘Perché pensi che siano tuoi figli? Rama è Dio’. In seguito, lo stesso Vishwamithra ha detto ai ragazzi che c’erano dei demoni nella foresta che avrebbero potuto attaccarli, quindi avrebbe insegnato loro queste due forme di conoscenza. Se per un verso li aveva definiti Divini, dall’altro se ne era dimenticato. Li aveva considerati ragazzi normali e voleva istruirli”.
Quindi l’illusione è così potente da trascinare anche i santi e i saggi. Allo stesso modo, a volte possiamo credere che Baba sia Dio. Sì, ma dopo poco pensiamo: “Sa che so soffrendo? Conosce veramente i miei problemi? Sa che il mio visto sta per scadere? Sa se i miei biglietti di ritorno sono confermati o meno?”. Cominciamo a dubitare di Lui. Ma dopo poco, Egli è di nuovo Dio: “Mi è apparso in sogno; ha detto questo e quello ed è successo tutto come mi aveva mostrato”. Sono questi i risultati dell’illusione.


REGOLATE LE VOSTRE ABITUDINI ALIMENTARI

Bhagavan ha continuato: “Rama mangiava i fichi della foresta. Vi erano alcuni alberi da frutta così Egli mangiava la frutta che voleva e dava il resto agli uccelli e agli altri animali presenti. Allo stesso modo, ragazzi, dovreste regolare le vostre abitudini alimentari e non mangiare troppo:”

“Swami, è possibile mettere in pratica una disciplina alimentare a questa età?”
Io intendevo dire che non sono preparato a regolare le mie abitudini alimentari. Mi piacciono i cibi speziati, piccanti, il peperoncino e non sono pronto a rinunciarvi. Quindi ho posto la domanda in questo modo: “E’ possibile mettere in pratica una disciplina alimentare a questa età?”
Swami ha risposto: “Non ha niente a che fare con l’età. Se siete molto determinati, potrete sicuramente regolare le vostre abitudini alimentari”.


LE PAROLE ASPETTANO SOLO DI ESSERE USATE DA LUI

Adesso passerò ad un altro aneddoto. Bhagavan ci aveva detto che vi erano due poeti nell’Andhra Pradesh, molto conosciuti nella letteratura Telegu, noti come ‘Tirupathi Venkata Kavulu’. Quasi tutti conoscono le loro poesie, poiché essi sono molto famosi. Questi due poeti si recarono da Baba cinquanta anni fa.

Io ho chiesto incuriosito: “Swami, cosa hanno detto? Che hanno detto?”
Bhagavan ha raccontato che questi due poeti Gli dissero: “Swami, noi scegliamo le parole per scrivere poesie, mentre nel Tuo caso, sono le parole che aspettano solo di essere usate da Te per una composizione. Le parole sono lì che aspettano, la letteratura aspetta di essere composta in poesie dalla Tua Mano Divina. Ma noi, persone comuni, raccogliamo alcune parole e scriviamo poesie. Questa è la differenza”.

Poi Bhagavan ha fatto il nome di un altro grande saggio, Ramakrishna Rao. Era un governatore e conosceva molto bene dodici lingue indiane. Era il primo traduttore dei discorsi di Bhagavan. Una volta a Bombay, tradusse il discorso di Bhagavan nella lingua marathi. Alla fine del discorso, tutto il pubblico cominciò ad applaudire e acclamare il discorso di Bhagavan.
Il traduttore, Ramakrishna Rao, si alzò e disse: “Signore e signori, vi ricordo che queste non sono parole mie, questo non è il mio discorso. E’ solo la mia traduzione in marathi. Il discorso originale è stato fatto da Baba”.
Dopo questo annuncio, la gente cominciò ad applaudire più forte e a lungo. Questa è la dolce bellezza dei discorsi Divini di Bhagavan.


NON DISTRIBUITE FRUTTA MARCIA

Passiamo ad un altro avvenimento. Conoscete i piccoli frutti che Swami distribuisce a tutti gli studenti ed ai devoti? Un giorno Egli ha chiesto ai ragazzi di distribuire questi piccoli frutti, che hanno l’aspetto di bacche.

Ha chiamato un ragazzo e gli ha detto: “Stai attento a distribuire solo i frutti buoni, non distribuire mai i frutti marci. E’ un peccato distribuire la frutta rovinata. Non dovresti farlo in nessun caso, perché ne pagherai le conseguenze. Quindi, seleziona la frutta migliore da donare agli altri”.

Così tutti i ragazzi hanno cominciato a distribuirla. Ma il nostro Bhagavan, come sapete, stava controllando con attenzione.
Alla fine ha detto: “Ehi ragazzi, voi siete studenti universitari. Sapete solo leggere e riformulare informazioni al momento dell’esame, ma non avete buon senso. Non sapete distribuire la frutta! Perché avete dimenticato questo gruppo? Non avete distribuito la frutta all’ultima fila di devoti. Che studenti siete?”


RISPETTATE I VOSTRI INSEGNANTI

Ha aggiunto: “Ho visto che alcuni di voi, camminando, hanno toccato con i piedi i vostri insegnanti. Dovreste rispettare i vostri insegnanti, questo non è modo di comportarsi. Voi studenti dovreste essere obbedienti e umili. Solo allora potrete imparare”. Ecco cosa ha detto Bhagavan.

Improvvisamente Swami si è voltato verso uno studente e gli ha detto: “Dimmi una cosa, chi è il miglior insegnante della tua facoltà?”
Chi è il miglior insegnante? E’ una domanda difficile! Il ragazzo non ha risposto. Swami ha insistito.
Il ragazzo infine ha detto: “Swami, tutti sono buoni insegnanti. No Swami, tutti sono i migliori”.
“Lo so che tutti sono brave persone e buoni insegnanti. Alcuni possono sembrare severi con voi, ma è per il vostro bene e dovreste ricordarlo”.


I FIGLI TRASFORMANO I LORO GENITORI

Una volta Bhagavan, dopo aver terminato le interviews, ha cominciato a parlare di una coppia a cui era stato concesso il privilegio di una interview con Lui. Dopo essere usciti dalla stanza delle interviews, Swami ha cominciato a parlare di loro. Ma essi non lo sapevano poiché erano già andati via.

Ci ha guardati e ha detto: “Vedete quel ragazzo?”
“Sì Swami, lo vediamo”.
“Sapete, ho detto a quel ragazzo, ‘Dì a tuo padre di smettere con quella cattiva abitudine. Digli che non gli fa bene”.
Poi il ragazzo è tornato a casa ed ha cominciato a piangere.

Il padre gli ha chiesto: “Ehi, perché piangi?”.
“Papà, smetti con quella cattiva abitudine o io piangerò. Non mangerò. Promettimi che smetterai con quella cattiva abitudine”.
“Quale cattiva abitudine?”
“Fumare, papà, tu fumi. Non fumare più”.
Così il padre ha deciso di non fumare più. Che trasformazione sta apportando Bhagavan tra i genitori attraverso i figli. I figli sono trasformati in Sua presenza e grazie a loro anche i genitori cambiano. Questa è una cosa meravigliosa che si sta verificando durante l’attuale Incarnazione.




NON POTETE NASCONDERGLI NIENTE

A quel punto Bhagavan ha cominciato a dire a tutti: “Ragazzi, vi racconterò una cosa che è successa a Brindavan. Anil Kumar ne è a conoscenza”.
Stiamo parlando di un corso estivo, i ragazzi avevano fatto un buon pranzo e avevano bevuto il tè del pomeriggio. Swami stava cominciando ad avvicinarsi all’auditorium per il Divino discorso serale.

All’improvviso si è fermato, ha guardato un ragazzo e ha detto: “Ragazzo, non farlo! Questo non è il posto adatto per questo tipo di cose. Smettila”.
Il ragazzo ha detto: “Cosa, Swami?”
“Non farlo”.
“Cosa, Swami?”
In un attimo, dall’onda della Sua mano, Baba ha materializzato una fotografia di questo giovane che fumava sotto un albero dietro l’edificio universitario. Bhagavan stesso lo ha raccontato e ciò significa che non possiamo nasconderGli niente.


NON HO MAI ASSAGGIATO CAFFE’, CIOCCOLATA O TORTE

La discussione in qualche modo si è indirizzata verso di me ed Egli ha detto: “Anil Kumar, stai mangiando in modo corretto?”
“Swami, mangio normalmente”.
“Sei felice con i tuoi sottaceti e quei cibi piccanti?
“Sono molto felice, Swami”.
“Perché mangi quei sottaceti continuamente?
“Swami, mangio anche la minestra e il dal, ma i sottaceti sono una costante”.
“Huh, sei sempre lo stesso”.

E poi, indicando Sé stesso, ha detto: “Che ci crediate o no, non ho mai assaggiato caffè o tè. Non tocco cibi grassi, non ho mai assaggiato biscotti, cioccolata o torte. Quando andavo a scuola, mi portavo una piccola ciambella secca fatta di frumento”.


LA MIA FAMIGLIA ERA POVERA – DOVEVO MANGIARE DI NASCOSTO

Quel preparato di frumento, di forma circolare, si chiama jonna rottelu. Jonna rottelu significa ‘fatto di frumento’. Swami aveva l’abitudine di portarsi questa ciambella a scuola.
Così ho detto: “Swami, dovevano essere così dure, troppo dure da mangiare. Come facevi a mangiarle?”
“No, no, no. Se le bagni con un po’ d’acqua, diventano morbide e puoi mangiarle facilmente”.
Così ho pensato ‘Swami, solo Tu potevi, io non potrei’.

Poi Bhagavan ha detto: “I miei compagni mangiavano il loro cibo abituale, mentre Io mangiavo solo queste ciambelle di frumento. Per evitare che gli altri fossero imbarazzati dal fatto che appartenevo a una famiglia povera, mangiavo di nascosto. Non potevo permetterMi il riso o le altre cose che mangiavano i miei compagni e non volevo metterli a disagio”.

Cosa ne deduciamo? Che semplicità! Che sincerità. La vita di Bhagavan è un libro aperto.
Con questo, concludo la narrazione del mese.


ANEDDOTI DA GIUGNO 2000

Adesso passerò agli argomenti del mese successivo, riportati nell’edizione telegu del bollettino mensile “Sanathana Sarathi” di marzo 2001. Sono così felice che Bhagavan mi abbia dato la possibilità di rendere disponibile questo materiale a quelli che conoscono l’inglese. Sono così grato a Swami perché mi dispiaceva molto che tutto questo materiale in telegu non fosse disponibile per i lettori inglesi. Quindi, non solo siamo grati a Bhagavan, ma sono grato anche a voi per questa possibilità.

Bene, cosa ha detto Bhagavan?
Questo aneddoto comincia con il rientro di Bhagavan da Bangalore dopo il corso estivo. Normalmente ritorna nel mese di giugno, ma la mia narrazione è stata pubblicata in marzo 2001, poiché i fatti raccontati risalgono agli anni precedenti.
Come vi ho già detto, fornisco al gruppo del Sanathana Sarathi diversi aneddoti, ma solo alcuni vengono pubblicati, secondo la disponibilità e la disposizione delle pagine. Infatti l’intero bollettino non può essere dedicato a me. Tutti dovrebbero avere la possibilità di presentare degli articoli e i discorsi di Bhagavan devono essere stampati. Quindi il mese in cui questi aneddoti sono stati pubblicati non corrisponde al mese in cui si sono verificati. E’ chiaro?


BHAGAVAN E’ TORNATO A PUTTAPARTHI CON UN MAESTOSO BENVENUTO

Bhagavan stava tornando da Bangalore e tutto il villaggio di Puttaparthi faceva i salti di gioia, tutte le strade erano decorate. Tutti i villaggi vicini erano adornati a festa. Inoltre, 60-70 persone circa, gente del posto, erano venute in moto per ricevere Swami alla periferia della città e scortarlo a Prashanti Nilayam. Mi ricordo di quei giorni del Bhagavatham. Krishna deve essere stato ricevuto allo stesso modo quando era tornato a Mathura da Brindavan. Così Bhagavan Baba è stato ricevuto così, con grandi festeggiamenti e grande gioia.

Siamo venuti a sapere che durante il viaggio Swami si è fermato in un villaggio chiamato Muddenahalli, in cui c’è una scuola fondata da Baba. Questa scuola ha più di mille studenti, oltre a molti insegnanti pieni di impegno e di dedizione, che sono tutti laureati e molto qualificati. Bene, nonostante il viaggio, la sosta a Muddenahalli e il discorso tenuto lì, quando Bhagavan è arrivato a Prashanti Nilayam aveva un aspetto molto riposato. Non sembrava stanco, non era sudato, era semplicemente fresco. Questa è la Divinità.

Così Bhagavan è stato ricevuto qui con un benvenuto impetuoso. E’ stato accolto da ragazzi che cantavano i Veda. C’era una banda che suonava e gente che cantava e ballava. E Swami, nonostante fosse arrivato qui alle 2.30 del pomeriggio, era pronto per il darshan alle 4 in punto. Capite? Solo Bhagavan può agire così! Per noi è impossibile. Noi ci stanchiamo solo a guardare il Suo programma, non parliamo di seguire il Suo programma! Ma Egli sembrava riposato. E’ stato veramente magnifico.


I PAZIENTI MANGIANO IL GIORNO DOPO ESSERE STATI OPERATI

Swami è arrivato alle 4 del pomeriggio ed ha parlato ai ragazzi come sempre. Ha parlato del Super Specialty Hospital a Bangalore.

“Nei dieci giorni successivi all’inaugurazione, il Super Specialty Hospital ha accolto centinaia di persone e ha portato a termine molte operazioni. La maggior parte dei pazienti erano molto poveri e tra di loro molti erano bambini”.

“Sapete che la specialità del nostro ospedale è che il paziente ricomincia a mangiare esattamente il giorno successivo all’operazione”.
Un giorno dopo l’operazione, tutti ricominciano a mangiare l’idly ! Questa è la specialità dell’ospedale.

Inoltre Egli ha aggiunto: “Stavo visitando l’ospedale e improvvisamente ho visto una bambina mangiare l’idly e sorridermi. Stava facendo namaskar. I dottori Mi hanno detto che era stata operata il giorno prima, ma stava facendo namaskar e aveva un così bel aspetto, come se nulla fosse accaduto. Vanno così le cose nel nostro ospedale”.


LA FELICITA’ INTERIORE COPERTA DALL’IDEA DELLA SEPARAZIONE

Poi io ho detto piano: “Swami, durante il periodo della Tua assenza, il fascino di Puttaparthi era svanito, era un villaggio deserto. Questo posto diventa un luogo ‘dimenticato’da Dio. Ci sentivamo molto, molto soli”.
Baba ha risposto: “Perché parli così? Forse Io non ero qui, ma tutti voi eravate qui. Perché dici che il villaggio era deserto? Voi tutti eravate qui. Perché dici questo?”
“Swami, mi dispiace insistere. Vedi quanta felicità c’è intorno adesso? Vedi che visi sorridenti? Prima c’erano delle ‘facce da funerale’, nessuno era felice, tutti erano malinconici e seri”.
“No, no, ti sbagli. La felicità è dentro di voi, è solo dentro di voi”.

Così ho detto: “Swami, perdonami. Se la felicità è dentro di me, cosa è successo quando Tu non eri qui? Come mai la felicità è emersa solo dopo che Tu sei tornato? Può essere che sia dentro di me, ma è venuta fuori solo quando Tu sei arrivato. Quando Tu non c’eri, non ne conoscevo l’esistenza. Come è possibile? Ti prego di spiegarmelo”.
Bhagavan ha detto: “No, tu sei l’incarnazione della beatitudine. La felicità è dentro di te, ma quella sensazione di assenza, l’idea dell’assenza di Swami, ha ricoperto la felicità interiore che è dentro di te. La felicità interiore è stata coperta dall’idea della separazione, dal pensiero dell’assenza di Swami”.

Com’è vero. Abbiamo dimenticato la nostra vera natura. Siamo l’incarnazione della verità, della pace e dell’amore, ma abbiamo dimenticato la nostra vera identità tanto tempo fa. La nostra vera natura è stata coperta dai nostri pensieri sbagliati. Quindi l’errore sta nei nostri pensieri, non nella nostra vera natura.


IL TERREMOTO DI GUJARAT

Poi la conversazione è scivolata dolcemente sul terremoto di Gujarat. Stiamo parlando proprio del periodo del terremoto. Prima che Swami tornasse a Puttaparthi, aveva dato le Sue istruzioni. Aveva mandato camion e camion di coperte, viveri e attrezzi alle vittime del terremoto.

Ho detto: “Swami, abbiamo saputo che hai mandato molte cose alle vittime del terremoto quando eri a Bangalore.”
Baba ha risposto subito: “Non faccio pubblicità alle mie azioni. Tu lo dici a tutti. Perché? Perché pensi che stai aiutando qualcuno. Nessuno è ‘qualcun altro’ per Me, tutti sono Miei, tutti appartengono a Me. Quindi, perché dovrei far pubblicità? Sto aiutando la Mia gente, quindi non c’è bisogno di far pubblicità”.

Che magnifica idea. Bhagavan aveva mandato a Gujarat 75.000 sari, vestiti per gli adulti e per i bambini, attrezzi, riso, grano, olio e circa 2.000 tende. Inoltre 50 volontari erano partiti da Prashanti Nilayam, accompagnati dai più anziani che avevano l’incarico di soprintendere la distribuzione dei beni alle vittime, oltre che le operazioni di soccorso. E’ stato veramente incredibile.

Poi ho detto: “Swami, non posso esprimere a parole la vastità degli aiuti che stai offrendo a quelle vittime”.
Baba, girandosi verso di me, ha detto: “Non lo considero affatto ‘aiuto’. Tu pensi che stai aiutando tua moglie e i tuoi figli?. No, è tua responsabilità prenderti cura di loro. Tutti sono miei figli, quindi è mia responsabilità prendermi cura di loro. Quindi non c’è bisogno che nessuno lo sappia, ringrazi o lo riconosca”.

Bene, questo era il momento giusto per fare una domanda.
“Swami, Tu sei Dio. Perché hai permesso che il terremoto in Gujarat si verificasse? Avresti potuto prevenirlo. Perché hai permesso che si verificasse e poi hai organizzato tali soccorsi? Perché? Perché fai piangere il bambino e poi lo accarezzi? Perché prima lo fai piangere e poi gli canti una ninnananna per farlo addormentare? Perché deve esserci un terremoto?”


NON INTERFERIRO’ CON LA NATURA

Vi prego di prestare attenzione a questo punto.
Baba ha detto: “Tutto quello che succede nel mondo, succede secondo le leggi della Natura. La Natura è la creazione di Dio. Opera secondo la sua propria disciplina e non andrà mai oltre i suoi limiti. Ed Io non interferirò perché è la Mia creazione. Quindi non permetto nessuna trasgressione alle leggi della Natura. Pertanto i terremoti, gli incendi, le inondazioni ecc. si verificano tutti secondo le leggi della Natura. Ma soccorrere i poveri e i bisognosi è Amore per l’uomo. Ciò che succede nel mondo fa parte della legge della natura. L’uomo dovrebbe avere questa idea di ‘Amore per l’uomo’ nei confronti di quelli che soffrono, i poveri e i bisognosi”.


PERCHE’ SI VERIFICANO I TERREMOTI, GLI INCENDI E LE INONDAZIONI?

“Perché si verificano i terremoti, gli incendi e le inondazioni? Perché?”
Voglio che i nostri amici prestino particolare attenzione a questo argomento, così che tutti veniamo a conoscenza della causa principale delle calamità naturali.
Swami ha cominciato a spiegare: “Oggi l’uomo ha desideri senza limiti, è diventato molto avido e sta sfruttando la Natura. Continua a estrarre metalli dalle incommensurabili riserve della terra. Scava sempre di più, a centinaia di metri, per estrarre minerali e metalli da Madre Terra. Va anche nelle profondità dell’oceano per estrarre il petrolio. Di conseguenza, la terra perde il suo equilibrio. Se la terra perde il suo equilibrio, si verificano le inondazioni. Se ci sono cavità e vuoti in diverse parti della terra, si manifestano i terremoti. Quindi, le inondazioni e i terremoti sono opera dell’uomo. Dio non ha fatto nulla. Tutte queste cose sono una reazione all’atrocità dell’uomo, al suo sfruttamento della natura, alla sua avidità, alla sua miseria, che sono dovuti ai desideri senza limite”.
Queste sono le parole di Bhagavan, che hanno spiegato la causa delle calamità naturali.


E’ MALE AVERE DESIDERI?

“Allora, Swami, è male avere dei desideri?”
Swami ha sorriso con compassione e ha detto: “Potete avere desideri, ma con un limite, non troppi desideri. Quando avete bisogno di acqua da bere, un bicchiere dovrebbe bastarvi, non dovete portare qui tutto il fiume. Inoltre, se un uomo ha un numero limitato di desideri, non sfrutterà la Natura, causando calamità naturali. Dopo tutto, se lavorate con entrambe le vostre mani, se lavorate duro, non riuscite a dare da mangiare a un solo stomaco? Non riuscite a soddisfare la vostra pancia? Ma l’uomo non lavora, è diventato molto egoista e pieno di desideri senza limiti. E oggi, così come la scienza migliora di giorno in giorno, allo stesso modo si perde il controllo dei sensi di giorno in giorno. Questa è la causa di tutte queste tragedie”.


ANEDDOTI DA GENNAIO 2000

Siamo anche venuti a sapere che mentre era a Bangalore, il 31 gennaio, Bhagavan ha visitato un posto chiamato Alike nello stato di Karnataka. Swami ci ha detto: “Sapete, ho parlato solo in Kannada, non in Telegu. La gente che era lì è stata molto contenta perché ho parlato nella loro lingua madre”.


ARJUNA AVEVA DODICI TITOLI

Adesso passerò al prossimo aneddoto. Bhagavan ha parlato del Mahabharata quella sera. Ha raccontato così tante storie, come quelle di Prameelarjuneeyam, di Gograhanam, di Abhimanyu e la storia di Parikshith. Il Suo modo di raccontare dava l’impressione che i fatti si stessero verificando proprio in quel momento. Sentivamo una descrizione grafica, fotografica, panoramica e scenografica di tutta la storia e tutto ciò è possibile solo a Bhagavan e a nessun altro.
Ha citato un personaggio importante del Mahabharata di nome Arjuna. Bhagavan ha detto: “Arjuna aveva dodici titoli, i titoli più alti”.

Così ho detto: “Swami, dodici titoli? Come ha fatto ad ottenerli? Li ha ottenuti grazie alla sua abilità nel tiro con l’arco? E’ stato un riconoscimento del suo coraggio, delle sue vittorie o forse del suo trionfo sulle forze del male?”

“No, no, no. Si è guadagnato dodici titoli grazie al suo controllo sui sensi, grazie alla sua disciplina ed alle sue penitenze spirituali. Si è guadagnato la Grazia di Dio e di conseguenza è stato ricompensato con così tanti doni”.
Swami ha elogiato Arjuna con queste parole.


ARJUNA ERA PIU’ GRANDE DI BHEESHMA?

Bene, io non sono una persona che parla poco. Conoscevo un altro personaggio del Mahabharatha: Bheeshma. Bheeshma era un uomo anziano, una persona piena di pace, tranquillità, abilità, spirito di sacrificio, una persona dalle doti rare.

“Swami, pensi che Arjuna fosse più grande di Bheeshma?
Bhagavan, sapendo cosa stessi pensando, ha subito risposto: “Non c’è dubbio che Bheeshma fosse un grande uomo. Era sicuramente saggio, pronto al sacrificio, ligio alla disciplina, sincero e un eccellente devoto. Ma stava in cattiva compagnia e aveva sostenuto i malvagi kauravas. Invece Arjuna non aveva mai avuto cattive compagnie. Nonostante fosse più giovane di Bheeshma, Arjuna si era attorniato di buone compagnie e per questo era più grande di Bheeshma”.





LA DECISIONE DI ABHIMANYU’S DI COMBATTERE

Swami ha narrato la storia di Abhimanyu, che era il figlio di Arjuna. Abhimanyu era stato sfidato dai nemici a combattere, così era stato costretto ad andare in guerra e combattere contro di loro. Ma morì ancora molto giovane.
“Swami, Abhimanyu era giovane. Era sposato e sua moglie era incinta; suo padre, Arjuna, e suo zio, Krishna, erano partiti. Povero Abhimanyu! Era troppo giovane per morire su un campo di battaglia. Che peccato! Swami, ho sentito che Abhimanyu aveva disobbedito a sua madre, Aubhadra”.

Sua madre gli aveva detto: “Figlio mio, non andare. Tuo padre non è qui, tuo zio non è qui e tua moglie è incinta. Non andare”.
“Swami,è stato corretto che Abhimanyu disobbedisse alla madre e se ne andasse?
Pensavo di poter sottolineare un errore di Abhimanyu, mai il nostro buon Dio non lascia spazio a tali malintesi.
Ha detto: “Senti, Anil Kumar! Quando i nemici ti sfidano, è dovere di ogni guerriero, Kshatiya, o comunità di guerrieri di andare sul campo di battaglia immediatamente. Non si dovrebbe scappare, né trovare scuse”.

“Così, Abhimanyu aveva disobbedito a sua madre perché i nemici lo avevano sfidato ed egli era un vero guerriero. Se non fosse andato, come si sarebbe sentito suo padre quando fosse tornato a casa? Si sarebbe vergognato di lui. Avrebbe pensato: ‘E’ mio figlio quello che è rimasto a casa? Io sono un grande guerriero e anche mio figlio dovrebbe esserlo. Che vergogna che sia rimasto a casa dopo essere stato sfidato dai nemici’. Suo padre si sarebbe sentito così”.

“Abhimanyu non avrebbe voluto che ciò accadesse. E’ per questo motivo che aveva accettato la sfida. Aveva affrontato i suoi nemici da solo e infine era morto, come per un ‘Superiore Piano’ Divino. Abhimanyu sapeva che Dronacharya escogitava l’intera strategia di guerra. Sapeva anche molto bene che sarebbe stato solo contro centinaia di uomini più grandi di lui, ma non si preoccupava di morire per difendere il nome, il prestigio e la dignità della sua famiglia e di suo padre".
Queste sono state le parole di Bhagavan.


COS’E’ KSHATRA?

Poi io ho chiesto: “Swami, ho una domanda. Cos’è un Kshatra?”
E’ una parola in sanscrito, che noi interpretiamo in inglese come ‘coraggio’. Ho fatto a Swami questa domanda perché Egli dà spesso nuove definizioni e nuove interpretazioni.

“Sì”, Swami si è girato e con un sorriso ha detto “Il valore e il coraggio che accompagnano la moralità, il carattere e l’integrità sono chiamati kshatra”.
Dovremmo comprendere, cari amici, che uccidere un altro uomo può essere un atto di coraggio, ma non è kshatra. Capite? Picchiare una persona può essere un atto di coraggio, ma non è kshatra. Difendere la vostra reputazione, essere pronti a morire e a combattere per mantenere la vostra reputazione, questo è kshatra. Questa è stata la definizione data da Bhagavan.

La società oggi deve riconoscere che questa kshatra, questa rabbia legittima, è necessaria quando combattiamo le ansie e le inquietudini. L’ira e la violenza sono dappertutto, ma in nessun senso possiamo chiamarle coraggio. Quelle azioni sono frutto di violenza, irrequietezza e sregolatezza. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è il coraggio, il coraggio, il valore e una legittima rabbia.