PERLE DI SAGGEZZA SAI

OPPORTUNITA’ DI SERVIRE GLI ABITANTI DEI VILLAGGI

25 febbraio 2003

Dunque, ai ragazzi è stato chiesto di fare questo lavoro nei villaggi. Il primo giorno è successo questo: gli studenti, suddivisi in diversi gruppi hanno visitato molti villaggi intorno a Puttaparthi e preso visione degli stessi.
Bhagawan li ha quindi chiamati, studenti ed insegnanti, ed ha detto loro: “Vi mando nei villaggi, e vi do l’opportunità di servire i loro abitanti: voglio che diate loro del cibo, servito in pacchetti. Voglio che consegniate loro dolci e abiti e che stiate bene attenti a non dimenticare nessuno. Ogni paesano dovrà ricevere questi doni di Grazia.”
Bhagawan è stato molto dettagliato nel dare loro istruzioni. Vorrei portare alla vostra attenzione il fatto che sono stati impiegati 35 camion per portare gli studenti a destinazione, 35 camion! Ed oltre a questi, altri veicoli sono state messi su strada allo scopo. I ragazzi si sono divisi in gruppi ai quali era stato assegnato un numero di camion.

LA VERA INDIA E’ NEI VILLAGGI

Amici miei, voglio dirvi che la vera India si trova nei villaggi. La vera cultura indiana può essere conosciuta solamente nei villaggi. Le città come Mumbay, Hyderabad, Lucknow e Delhi, come le vedete oggi, hanno solo qualche barlume di ciò che è la cultura indiana, che nei villaggi è invece ancora messa in pratica.
Swami ha così voluto che i ragazzi si prendessero in carico questo sviluppo del programma rurale come parte dei loro studi, di modo che essi possano arrivare a conoscere la vita nei villaggi, i problemi di questi villaggi, il modo di affrontarli e di risolverli. Tutto questo fa parte del loro studio.


PUTTAPARTHI TRASFORMATA IN UN VILLAGGIO GLOBALE

E chi è il Leader, al quale possiamo rivolgerci con ammirazione, per questa attività rurale? Posso dirvelo io: Bhagawan Sri Sathya Sai Baba, la migliore guida possibile ed il miglior ideale in assoluto al quale possiamo guardare seguendo ed emulando il Suo esempio. Potreste chiedermi: “Perché? Come mai?” Perché quando Bhagawan nacque in questo posto, c’erano solamente 100 abitanti! Il villaggio di Puttaparthi era formato da 100 case in tutto. Oggi, invece, è un villaggio globale!
Allora non c’era elettricità, oggi abbiamo l’elettricità ed i congegni elettronici più moderni. Allora non vi erano scuole, oggi abbiamo l’Università! In quei giorni non esisteva nemmeno un pronto soccorso, nessun supporto medico, oggi, c’è il Super-Speciality Hospital. A quei tempi, la gente doveva fare chilometri per avere un secchio di acqua, oggi, in quasi tutte le case, in quasi tutte le stanze, abbiamo acqua potabile che scende dai rubinetti.
Questo è un programma di sviluppo rurale! Ed è a questo livello che Bhagawan ha sviluppato il villaggio di allora trasformandolo nel villaggio globale come lo conoscete ora.

IL MODUS OPERANDI

Durante quei 10 giorni di attività del servizio, sono stati distribuiti: 75.000 sari alle donne, 75.000 dhoti agli uomini e 75.000 uniformi scolastiche ai bambini.
Lasciate che vi parli del modus operandi, ossia della procedura che è stata adottata nella distribuzione.
Circa 1.000 ragazze del Collegio di Anantapur hanno lavorato tutta la notte per preparare i pacchi del cibo che doveva essere distribuito dai ragazzi. Hanno iniziato ad impaccare il materiale intorno alla mezzanotte ed hanno continuato fino alle 7:30- 8 del mattino. Queste mille ragazze, sotto la supervisione dell’insegnante, hanno preparato i pacchetti che erano di due tipi: uno dolce e l’altro piccante. Questi dovevano essere consegnati ad ogni membro di ogni famiglia di ciascun villaggio, tutti i giorni. Potete ben immaginare la mole di lavoro che è stato fatto!
Hanno iniziato a cucinare che erano le dieci di sera, e la cosa aveva un che d’incredibile, non so nemmeno come chiamarla! C’erano centinaia di utensili, centinaia di cuochi come se fosse messo in atto il più grande Yagna (sacrificio rituale - ndt) con luci che illuminavano ovunque! Oh! Solo a Baba è possibile ottenere un lavoro fatto con tanta grandezza, nessun altro può fare una cosa simile!

I RAGAZZI MANGIANO CIO’ CHE DISTRIBUISCONO

Tutti i pacchetti di cibo furono pronti per le 7:30 del mattino. C’erano gruppi speciali di ragazzi che conducevano i camion, e c’erano enormi cesti che contenevano i pacchi destinati al numero di persone ed alle case corrispondenti.
Ogni giorno al mattino, venivano qui, da qui è cominciato tutto, cantavano alcuni bhajan e, solo dopo aver ricevuto le benedizioni di Swami, partivano .
Dovreste averli visti!
Sono saliti sul camion e sono partiti per le loro destinazioni nei villaggi, quindi sono ritornati per i bhajan della sera. I ragazzi, hanno pranzato durante il servizio. Alcuni pacchi di cibo furono conservati per loro, ed essi hanno mangiato le stesse cose che distribuivano, assolutamente niente di diverso o di speciale. Questo, è veramente qualcosa di eccezionale.



LA CURA METICOLOSA DI BHAGAWAN

Sono stati scelti circa 350 villaggi per lo sviluppo rurale di questo programma. Osservate la meticolosa cura di Bhagawan! Non appena i camion pieni di merce partivano, mezzora dopo, Bhagawan mandava un altro camion con altro cibo e altri vestiti. Merce in più, perché? In caso che la scorta finisse! Quindi, appariva dal nulla merce di tutti i tipi ed altri pacchi di cibo provenienti dal camion che Bhagawan aveva mandato a seguirci. E’ stata veramente un’esperienza meravigliosa!
Oltre ad i camion, c’erano studenti che viaggiavano in auto con radio-comunicanti e davano istruzioni a tutti.:
“Camion 4, dove siete? Quanti pacchi avete?”
“Camion 10, quanti studenti siete? Quanti pacchi?”
“Signore, abbiamo finito i pacchi. C’è qualche camion di supporto dietro di noi?”
Era come se si fosse in un campo militare! (Risate)
Credo che nemmeno un campo di guerra sarebbe stato così perfetto come ho potuto vedere io! C’erano laureandi in scienze, in Tecnologia e tutti hanno messo insieme le loro conoscenze per svolgere questo lavoro! E’ stato davvero incredibile!
“Anil Kumar, Signore, in quale camion siete? Nel 12 o nel 10 ?” ( Risate)
“ Per favore fermate il camion. Abbiamo perso Anil Kumar!” (Risate)
Molto interessante, vedete? E’ stato proprio interessante! E non vi è stata mai confusione in nessun momento! Mai!

UNA GRANDE FESTA IN OGNI VILLAGGIO

Una volta giunti nei villaggi, appena scesi dai camion, gli studenti facevano il Nagarsankirtan Quindi incominciavano a distribuire il cibo da quel punto, in questo modo, tutto il villaggio risuonava del Nome di Dio.
Anch’io ho partecipato, per quel che umilmente ho potuto fare, viaggiando nei camion, saltando da questi ecc. La cosa più sorprendente è stata vedere in ogni villaggio, centinaia di bambini …oh! Tutti gridavano e si affollavano intorno! Gli abitanti ci davano il benvenuto ed era come assistere ad una grande festa!
Adesso vedremo alcuni commenti di Swami, che sono la cosa più importante.
Il mio intento, infatti, non è quello di descrivere meramente ciò che è accaduto in questo periodo con il programma di sviluppo rurale. Ciò che conta di più è il messaggio che, con la scusa di questo programma, è stato inviato a tutti noi.

LA CURA DELLA NOSTRA MADRE DIVINA

Al ritorno, la sera, trovavamo sempre Swami ad attenderci in piedi!
“ Sono ritornati tutti i camion? No? Perché? Chi è l’incaricato? Chiamatelo! Cinque camion devono ancora arrivare? Perché? Cos’è successo?”
Ah, era molto ansioso e molto nervoso! Molto più di una madre che aspetta il figlioletto e nel caso che questi ritardi di mezz’ora la pressione del sangue le va alle stelle! (Risate) Sai, la Madre Divina, era piena di ansia:
“Perché, Cos’è successo?”
“Swami, sono per strada.”
“Perché? Perché siete arrivati prima lasciandoli soli? Tutti i camion devono arrivare insieme, capite?”
Beh, non avevamo il coraggio di guardarLo in faccia!
Così è successo che, in qualche occasione, abbiamo dovuto fermarci per essere sicuri che tutti i camion fossero insieme, sani e salvi per poter tranquillamente presentarci a Swami! ( Risate)

LA FAME E’ UGUALE PER TUTTI

Al ritorno da una di queste giornate, un assistente disse a Swami: “Swami, durante la distribuzione dei pacchi erano tutti felici, Mussulmani, Cristiani, tutti quanti!”
Baba rispose: “Perché parli così? Perché dici ‘Mussulmani, Cristiani’? La fame è uguale per tutti! Non c’è qualcosa come ‘l’appetito Mussulmano’ , ‘l’appetito Cristiano’ o ‘l’appetito Hindù’. Sciocco! Tutti hanno bisogno di cibo. Il cibo è lo stesso. La fame è la stessa. Non c’è la fame mussulmana o quella cristiana!
Per favore stai zitto!” (Risate)

CANTATE I BHAJANS - VI DANNO MAGGIORE FORZA

Quindi ci disse: “Assicuratevi di visitare ogni casa e di parlare a tutti con un sorriso. Dite loro – Signore, Bhagawan Sri Sathya Sai Baba ha inviato del Prasadam per voi. Vi ha mandato anche dei vestiti. Diteci quanti uomini, quante donne e quanti bambini abitano in questa casa. Abbiamo gli abiti pronti.- Distribuite in questo modo.’
‘Parlate dolcemente e gentilmente, affinché tutti abbiamo la miglior impressione della nostra istituzione. E, ricordate, è sempre meglio che prendiate qualche pacco in più di quelli che vi servono. Non andate mai via con i pacchi contati e mai con meno pacchi di quelli necessari. Voleva assicurarsi di questo!
E disse ancora: ‘Mentre distribuite il cibo, cantate i bhajan. Cantate i bhajan!’

Amici miei, questa è una grande lezione per tutti! Mentre facciamo il nostro lavoro, cantiamo i bhajan. Uno può essere in cucina e l’altro nella sala da pranzo, o nel suo ufficio. Cantiamo i bhajan. Perché no? I bhajan ci danno una specie di forza ulteriore, una grande spinta. Questo è un messaggio per tutti.

L’ENERGIA SOLAMENTE NON E’ ABBASTANZA- BISOGNA AVERE ANCHE INTERESSE

Quindi Egli disse: ‘Prima consegnate il prasadam, poi gli abiti. Questa è la tradizione indiana.’ Noi non diamo prima gli abiti e poi il cibo.
‘Servite prima il cibo e poi consegnate gli abiti. Questo è molto importante.’
Così ha detto Bhagawan, ed ha aggiunto: ‘Siate rispettosi. Mostrate rispetto per tutti e sarete rispettati.’
‘Sarete rispettati, ma prima dovete mostrare rispetto agli altri e questi vi rispetteranno di conseguenza.’ E ancora: ‘Non è abbastanza avere energia per servire. Bisogna che abbiate anche l’interesse. Ci sono molte persone piene di energia, esse vanno avanti facendo molte cose. Ma se siete solamente pieni di energia, fate un lavoro meccanico: l’energia non è sufficiente. Dovete avere anche interesse, dinamismo, capacità di comando e d’ azione, (e infine) allegria in modo tale che ciò che fate vi sia gradito.’ Questo è ciò che ha detto Bhagawan.
LA VISITA DI BABA AI VILLAGGI

Bhagawan attendeva i ragazzi sulla veranda ogni giorno con un cesto pieno di mele.
Iniziava a distribuire le mele consegnandone una ad ogni ragazzo, guardando ognuno diritto negli occhi e scherzando con tutti. Era una visione divina!

Posso raccontarvi che quando parlavamo di alcuni villaggi nel quale eravamo stati, il nostro Amato Dio, ricordava il Suo passato che risaliva a circa sessant’anni fa. Ci raccontava delle Sue visite in quei posti, di chi aveva visitato e come aveva passato il Suo tempo là. Questo era un premio extra per tutti gli studenti!
Essi allora dimenticavano tutta la fatica e la stanchezza e ridevano divertiti quando Swami ricordava ‘i bei tempi passati’ in quei posti lontani.

JANAKAMPALLI

Per esempio, abbiamo parlato di un villaggio che si chiamava Janakampalli.
Subito Swami disse: ‘Oh! Sessant’anni fa sono stato in quel villaggio per diversi giorni. C’era una famiglia che si chiamava Reddy. L’uomo, deve essere molto vecchio adesso, lo avete visto?’
‘Sì, Swami! Lo abbiamo incontrato e ci ha detto quanto Li hai resi felici quando stavi con loro.’
‘Oh!’ Bhagawan era molto felice.
Allora io aggiunsi: ‘Swami, cosa facevi in quel villaggio sessant’anni fa?’
‘Cosa facevo? Diverse cose, Discorsi, Prasadam. Diverse cose.’
‘Swami, c’era gente riunita là?’
‘Sì, veniva da tutti i villaggi vicini. C’era veramente molta gente. Parlavo loro.’

ENUMULAPALLI

Poi Swami chiese a qualcun altro: ‘Dove siete stati voi?’
‘Siamo stati in un villaggio che si chiamava Enumulapalli.’
‘Oh, davvero?’
‘Si, Swami’
‘Ah, sulla strada c’erano due pazzi, gli avete dato il Prasadam?’
Sentite questa!
‘Si, Swami, glielo abbiamo dato.’
‘Ummm… un po’ più avanti c’era un vecchio che non riusciva neanche a stare in piedi. Gli avete dato il Prasadam?’
‘Sì, Swami!’
‘E quando siete arrivati alla deviazione, c’era un uomo cieco, un anziano. Avete dato il Prasadam anche a lui?’
Vedete? Stava dicendo ogni punto dove si trovava la gente preoccupandosi che avesse ricevuto il Prasadam. Questa è la cura meticolosa che aveva Bhagawan nei confronti di questa nostra attività.’

KARNATAKANAGEPALLI

Abbiamo detto a Swami: ‘Siamo stati anche a Karnatakanagepalli.’
‘Oh!, Io sono stato là per lungo tempo. Ci andavo spesso, quasi ogni altro giorno.’ Karnatakanagepalli, che è un paese vicinissimo a qui, è pieno di montagne e foreste fitte e Swami, che allora era un ragazzo, si divertiva a correre nella foresta e ad arrampicarsi sulle montagne.
Karanam Subamma, che lo amava moltissimo quand’Egli era ancora un bambino, Lo servì fin dall’infanzia. Era una signora del Villaggio molto ricca, e tutti avevano per lei profonda stima e rispetto. Questa signora andava in cerca di Swami dappertutto, per portargli il cibo che ogni giorno Gli serviva.
‘Ma dov’è questo Baba? Sulla cima della montagna? Nel fitto della foresta? Cosa dovrò fare?’
Questa signora, nonostante appartenesse ad una famiglia ricca, si portava dietro due ragazzoni ben piantati, per andare in cerca del piccolo Baba che poi avrebbero portato a casa in braccio. Bhagawan continuava a raccontarci di questi fatti, di come lei si preoccupava: ‘Il piccolo Baba non può fare tutta questa strada a piedi per tornare a casa!’ e voleva che lo portassero in braccio.

KUNKALAPALLI E DUPAMPALLI

Abbiamo parlato anche di Kunkalapalli. Swami ci disse: ‘Cosa avete visto là?’
‘Abbiamo trovato circa 400 persone. Tutti ‘Tamillians’, sono venuti da molto lontano e lavorano come operai occasionali nei campi. Quando abbiamo distribuito vestiti e cibo, abbiamo visto lacrime d’amore sui loro visi, lacrime di gratitudine e di riconoscenza. Swami, eravamo così felici!’
Un altro disse: ‘Noi siamo stati ad un villaggio che si chiama Dupampalli.’
Ed i ragazzi che sono stati là hanno aggiunto: ‘Swami, la gente del posto ha incominciato a cantare i loro bhajans, non i nostri di Prashanti!’
Ogni villaggio, come ho detto prima, ha la sua propria specifica cultura. Questi hanno cantato i loro bhajans così pieni di filosofia espressa in un linguaggio tanto semplice.
Swami era molto felice: ‘Ah, bene!’ Poi l’oratore incaricato disse: ‘Quando dicevamo – Swami ti manda questo cibo, Swami, ti manda questi abit i- non riuscivano a controllare la loro emozione e i più scoppiavano a piangere. Swami! Erano veramente persi nell’estasi!’

DHARMAVARAM

Devo anche nominare la città chiamata Dharmavaram (la maggior parte di voi conosce questo posto). Siamo arrivati che erano le 9:30 del mattino e siamo partiti alle 9:30 della sera, ci abbiamo impiegato tutto questo tempo perché era una città molto popolata. Beh, posso dirvi che fino a quell’ora il nostro buon Signore ha aspettato sulla veranda! Senza nemmeno bere un sorso d’acqua! Ha cancellato i bhajans e le interview, se ne stava soltanto lì sulla veranda ad aspettare che i suoi ragazzi ritornassero. Potete immaginare l’amore che prova per loro? Potete immaginare la preoccupazione nei loro confronti? No, non si può immaginare.

SRI SATHYA SAI SUPER SPECIALITY HOSPITAL

Così siamo stati in parecchi villaggi. Non è necessario nominarli tutti ora, ma posso riportarvi le espressioni degli abitanti che ci hanno accolto:

Abbiamo trovato un uomo molto vecchio, che ci è venuto vicino: ‘Ragazzi venite qui, ascoltate! Sono stato operato da un occhio nel Sri Sathya Sai Super Specialità Hospital ed ora ci posso vedere! Mi posso guadagnare il pane!’
Un altro ci ha fermati: ‘Sono stato operato al cuore nel Sri Sathya Sai Super Specialità Hospital, se oggi non avessi fatto quell’operazione, la mia famiglia sarebbe sulla strada. Sono l’unico a guadagnare. Baba mi ha dato una seconda vita!’
E’ un’esperienza entusiasmante ascoltare coloro che sono stati, in qualche modo, beneficiati dalle istituzioni di Baba.
I ragazzi, d’altro canto, hanno risposto in modo meraviglioso alle aspettative di Baba: ogni volta che vedevano dei contadini lavorare nei campi, fermavano il camion e andavano da loro con pacchi di cibo. Questo ha reso molto, molto felice Swami. In alcuni villaggi, appena sapevano che gli studenti di Baba stavano per arrivare, facevano speciali preparativi con decorazioni festive di benvenuto! Cantavano inoltre i bhajan di Baba e ci accoglievano in festoso tumulto!

EGLI AMA TUTTE LE RELIGIONI

In alcuni villaggi, le persone si avvicinavano a noi e ci dicevano: ‘Noi non avevamo acqua fino ad ora, dovevamo andarla a prendere nei villaggi vicini. Ora grazie a Swami possiamo avere a disposizione l’acqua nel nostro villaggio! Grazie a Lui!’

In un villaggio abbiamo incontrato dei Mussulmani che ci hanno detto: ‘Baba ha fatto costruire per noi una moschea, ‘Darga’, un posto di adorazione per i Mussulmani. Lo ha fatto per permetterci di pregare in essa, siamo veramente molto riconoscenti a Baba!’

Queste sono le azioni di Bhagawan, che ci dicono come Egli ami tutte le religioni. Tutte le religioni sono, infatti, una sola. La Verità è una, sono i sentieri ad essere molti. L’obiettivo è uno ma le strade che portano ad esso sono molte.
La destinazione è una, anche se le procedure di adorazione possono essere differenti. Dio è sempre uno. Questo è il messaggio.

OVUNQUE AMORE

In certi villaggi, la povera gente metteva delle stuoie per terra e ci chiamava:
‘Ragazzi, per favore, sedetevi.’ E dicevano: ‘Possiamo darvi un po’d’acqua? Abbiamo acqua fresca, prendetela!’ alcuni ci offrivano il buttermilk (latticello - ndt).
C’era chi diceva: ‘Ragazzi, voi non conoscete questi villaggi. Possiamo offrirvi queste arachidi? Per favore non rifiutate, mangiatele!’
Alcuni davano ai ragazzi della canna da zucchero. A modo loro cercavano di mostrarci la loro ospitalità, cortesia, accoglienza. E questo era veramente bellissimo!

CULTURA CITTADINA O ‘CULTURA PIATTA’

La maggior parte dei ragazzi proveniva dalle città. In città la gente non si preoccupa degli altri. Anche se il vicino di casa è sul suo letto di morte, nessuno se ne preoccupa. Se nella casa di fronte si festeggia un matrimonio, non importa a nessuno. Questa è la ‘cultura cittadina’ ,che si riferisce soprattutto a chi vive in appartamento, una ‘cultura piatta’ infatti (gioco di parole tra flat = appartamento e flat = piatto, scialbo - ndt). Quelli che vivono negli appartamenti non hanno relazioni umane, non hanno cortesia, né conoscenze o contatti sociali. Non si conoscono tra loro: ‘Chi è il tuo vicino?’ ‘Mah, non so.’ Ma la cosa più strana è che non si vergognano di questo, e ciò viene chiamato ‘cultura’, ‘civilizzazione’!

Ma nei villaggi non è così. Là sono tutti uno, cooperano l’un l’altro. E quale cortesia ed umiltà possiedono! Un’accoglienza tale, così gentile, con le mani giunte: ‘Per favore venite, signore!’.

Nelle città questo non c’è. Se vedono qualcuno dicono: ‘Salve’ e questo è tutto. Nessuno direbbe mai: ‘Signore, di cosa avete bisogno?’ Lo straniero teme un posto come questo, perché non vi è benvenuto né alcun interesse per lui. I ragazzi di città, venendo in questi luoghi ed assistendo a questo caloroso benvenuto, non potevano credere ai loro occhi, ve lo dico io! Senza contare la grande devozione di questa gente! Gli abitanti dei villaggi sono innocenti, poveri e puri. Essi non hanno dubbi. Mentre la maggior parte di quelli che abitano nelle città e che sono molto istruiti, hanno la testa piena di dubbi!
Non hanno fede in Dio e non hanno fede in se stessi. In tutto il mondo, al giorno d’oggi, non c’è amore nelle città.

L’EDUCAZIONE DEL CUORE E’ ‘EDUCARE’

Quindi, l’educazione del cuore è ‘educare’. Questo è ciò che troviamo nei villaggi. Mentre la conoscenza acquisita con la testa è educazione. I valori, i sentimenti e le sensazioni del cuore sono ‘educare’, ed è ciò che troviamo nei villaggi. Nella città, invece, c’è l’orgoglio, la pubblicità, lo show, l’ego e la vanità. Mentre nei villaggi ci sono valori come rispetto, semplicità, umiltà, riverenza e fede; obbedienza, cortesia, interesse, simpatia e pazienza.

Siamo molto grati a Bhagawan per averci dato questa opportunità di visitare i villaggi, di acquisire esperienza servendo queste persone e di conoscere meglio la cultura Indiana, il suo vero spirito.
Questa è l’esperienza che tutti i ragazzi hanno acquisito. Da allora essi hanno continuato a chiederGli ogni anno: ‘Andiamo anche quest’anno Swami?’ E come risultato, il programma ‘Grama Seva’ è andato avanti anche negli ultimi due anni: credo che questo lo sappiate.

I ragazzi chiedevano il permesso di partecipare utilizzando le vacanze.
Lo sapevate questo? Di solito, i ragazzi desiderano andare a casa durante le vacanze con i loro amici e i loro genitori. Dove si preparano pranzetti e dolci per l’occasione. Ma qui i ragazzi non vogliono andare in vacanza, preferiscono fare servizio. Questo è un fenomeno quasi incredibile!


OTTOBRE 2000

Adesso, vado a avanti e condividerò con voi alcuni punti del mese di Ottobre.
Tutti questi dettagli sono stati pubblicati sul Sanathana Sarathi del mese di Ottobre 2000. Cercherò di presentare questi eventi in maniera cronologica e sequenziale, al meglio delle mie capacità.

Gli studenti di Bhagawan vengono da tutti gli stati ed alcuni addirittura da oltre oceano. Sapete quanto sia difficile cambiare le proprie abitudini alimentari.
Immagino la vostra reazione quando vi chiedono di mangiare cibo piccante alla South Indian Canteen! (con cucina tipica del Sud-India). Non posso neanche pensare a voi che mangiate i nostri sottaceti! Perché vi farebbero partire diritto verso la luna senza l’aiuto di navicelle spaziali o di satelliti! (Risate) Questa è la mia dieta normale: io ho mangiato piccante da sempre, moltissime cose piccanti! Quindi questa è diventata la mia dieta e fa parte della mia costituzione. I ragazzi che provengono dal Nord mangiano chappatis , mentre quelli che vengono dal Sud mangiano sambar e rasam. Ma tutti, qui all’ostello, devono mangiare le stesse cose, potete quindi pensare a quante difficoltà ci siano!
UN VIAGGIO MEMORABILE IN USA

Ricordo un viaggio negli Stati Uniti nel 1975. Non avevo niente da mangiare là.
Sono stato nell’Indiana: Brazil, Indiana; Corydon, Indiana; Bloomington, Indiana e Indianapolis, Indiana. Sono stato in molti posti laggiù; ma non avevo nulla da mangiare. Tutti sapevano che ero vegetariano e quindi si prodigavano a portarmi una ciotola di patate schiacciate (mashed potatoes).
‘Anil Kumar, tu sei vegetariano; tieni le patate!’ ( Risate)

Ma erano persone deliziose! Non ho mai incontrato fin’ora gente tanto amichevole. Mi volevano proprio bene. Le patate erano sicuramente un cibo vegetariano, potevo forse dire di no? Ma pensavo: ‘Come farò a mangiare questa pastella?’ (Risate) Quindi, con cortesia e belle maniere, ringraziavo: ‘Magnifico, grazie, molto gentili!’ Ma alcuni di loro osservavano quello che mangiavo, e dal momento che dovevo stare con loro circa sei mesi, cercavano di rimandarmi indietro vivo!
(risate) Erano veramente brava gente quegli americani! Insomma qualcuno si accorse che non stavo mangiando niente e mi chiese: ‘Senti Anil Kumar, tu non stai mangiando niente. Per favore facci sapere quello che ti piace, lo possiamo cucinare.’

Potevo forse dirgli che io mangio cose molto piccanti? Quindi gli risposi: ‘Non ti preoccupare, va bene così’ .
Alla fine pensarono di farmi molte domande : ‘Ti piacciono i dolci Anil Kumar?’ -‘Sì’
‘Ti piacciono i biscotti?’ - ‘Sì’
‘La cioccolata?’ - ‘Oh, sì’
‘Milk shake?’ - ‘Come no!’ (Risate)
‘Le noccioline americane?’ - ‘Moltissimo’
‘Gli anacardi?’- ‘Sempre!’ (Risate)
Il risultato fu che il mio tavolo da pranzo era sempre pieno di dolci, ciambelle e milkshake; mentre i non- vegetariani avevano solo un piatto o due io ne avevo di tutti i colori! Ma credetemi, io avevo molta più energia di tutti quelli messi insieme, perché vivevo di dolci, biscotti, noccioline, creme, formaggi e pizza! Wah! (Risate)

DIFFICILE ADATTAMENTO

Perciò è veramente difficile adattarsi ad un altro paese specialmente per quanto riguarda il cibo. Loro erano persone meravigliose, ed io non potrò mai scordarli finchè vivo. Ecco quello che fecero: la persona che mi avrebbe ospitato successivamente telefonò al mio attuale ospite e gli chiese:
‘Dimmi per favore cosa mangia Anil Kumar?’ (risate)
‘1-riso’ - ‘Bene’
‘2- chutney’ (salsa indiana a base di spezie e frutta - ndt) - ‘Bene,ci procureremo queste cose al ristorante Indiano’
‘3- Ha paura di cani e gatti e dei maiali della guinea.’ - ‘Capisco, li chiuderò dentro il recinto.’ (risate)
‘4-Gli piacciono le bevande bollenti, il caffè bollente.’ - ‘Va bene!’
‘5-Gli piace fare discorsi’ - ‘Bene, gli organizzeremo alcuni incontri.’ (risate)
‘6-Gli piace anche socializzare con la gente, parlare con gli amici americani, conoscere la loro cultura.’ - ‘D’accordo, inviteremo della gente.’
Naturalmente questa è stata una mia esperienza personale, ma ve la racconto pensando che vi possa far piacere.



I BHAJAN

Un giorno, ero molto serio e pensavo tra me: ‘ Cosa faccio?’.
Tutti gli Americani, avevano facce sorridenti. Beh, devo ancora conoscere un americano con la faccia seria. Sono tutti sorridenti e pieni di entusiasmo. Tutti!
‘Anil! Perché sei così serio? Cosa c’è che non va? Stai bene?’ - ‘Sto bene, grazie.’
‘Perché allora sei così serio?’ - ‘Oh, stavo pensando che stasera voglio cantare per voi.’
‘Cantare?’ - ‘Certo, i bhajan, sono canti spirituali. Vi dirò anche il loro significato in inglese. Per favore, invitate qualche amico.’
Credetemi, se vi dico che mi sono ritrovato con 200 persone, tutte famiglie americane che desideravano ascoltarmi e godere della mia compagnia. Ma anch’io sono stato molto felice di trovarmi in loro compagnia! Così tanto che il giorno della mia partenza, piangevamo tutti all’idea di doverci separare!

Sia come sia, lo scopo di quello che vi ho detto era sottolineare quanto sia difficile adattarci a differenti abitudini alimentari. I ragazzi che vengono dall’Himmalaya, e da posti altrettanto lontani, mangiano il cibo dell’India del Sud come il rasam e il sambar! Lo fanno solamente per amore di Swami, altrimenti non sarebbe possibile. Perché? Se non fosse così, voi forse sareste qui stasera ad ascoltare la musica delle zanzare? (risate)

Che cosa vi fa abbandonare il cibo a cui siete abituati e che vi piace, restando qui e continuando a sorridere? E’ la vostra devozione per Bhagawan. Non c’è alcun dubbio su questo. Ed io mi sento tanto piccolo ed umile accanto a voi. Credetemi, io mi sento molto, molto, molto dispiaciuto per tutti gli stranieri. Come mai io non sono capace di adattarmi? Come mai queste persone si adattano così bene? Voi siete veramente i bambini di Bhagawan Baba, e non lo dico per adularvi, lo dico dal profondo del mio cuore. Lo penso veramente!

L’AMORE E’ IL MOTIVO

Una volta Swami stava parlando con gli studenti, quando improvvisamente fissò uno di loro:
‘Ragazzo, hai problemi di stomaco vero?’ - ‘Sì, Swami. Ho dolori di stomaco.’
‘Certo!’ Swami ride e dice: ‘Vedi Anil Kumar, questo ragazzo viene dal Nord dell’India. E’ abituato a mangiare chappatis, rotis e parothas. Ma qui all’ostello può mangiare solo sambar e rasam. Perciò ha lo stomaco sotto-sopra poveretto! Non preoccuparti! Non preoccuparti!’
Quindi materializza tre pasticche e gli dice: ‘Ti do queste tre pasticche: una la prendi ora, una stasera ed una domani mattina. Tutto passerà.’ Questo è Dio.

La gente è qui per amore di Swami e Swami è qui per amore dell’Umanità. E’ solo l’amore che ci fa essere qui entrambi. Questo è ciò che penso.
Qui troviamo persone di differenti paesi che siedono in cerchio ogni giorno, parlano dei messaggi di Swami e cantano i bhajan, come Baba dice a tutti di fare.
Hanno imparato dagli altri e fanno il miglior uso del loro tempo, di ogni secondo, pensando a Swami e cantando i bhajan. Tutto ciò è grande!

Fate attenzione, io vi dico queste cose che sono state pubblicate sul Sanathana Sarathi, il giornalino dell’Ashram, che ha la Sua divina approvazione e sanzione, dove ogni singola parola deve essere corretta e mai esagerata, perfettamente corrispondente ai fatti. Quello che vi dico è scritto là, di conseguenza sappiate che ha l’approvazione di Swami.


EGLI LAVORA ALL’INTERNO

Voglio anche dirvi che ho conosciuto alcune persone di lingua spagnola che avevano libri del Sanathana Dharma, ma neanche il titolo di questo libro è conosciuto tra gli Hindu!
Questi libri, spesso, non sono letti neanche da noi!
Eppure questi che vengono dall’Argentina, dal Perù, dal Brasile, dal Guatemala hanno con loro libri intitolati: ‘Tripura Rahasya’, che è la quintessenza della filosofia Vedanta, che io nemmeno capisco! Eppure loro leggono questo. Questo ci dice chiaramente come Swami lavora dentro ognuno di noi!

Una volta dissi: ‘Swami, guarda questa gente che legge tutti quei libri e quella letteratura !’ Ed Egli rispose: ‘Voi dovreste imparare da loro! Non vi vergognate di voi stessi?’
Ma non mi vergogno di dirvi neanche questo. Un giorno ho incontrato dei devoti provenienti dall’Argentina, con un pacco di carte: ‘Annayya!’ (loro mi chiamano così) ‘Annayya, hai fatto la traduzione in inglese del Satchitananda. Hai sbagliato, d’accordo?’ (risate)
‘Ho sbagliato?’
‘Sì, hai sbagliato. Guarda cos’ha detto Baba. Vedi?’

Io saltellavo di gioia. Avrei ballato. Queste persone di lingua spagnola mi stavano correggendo, dicendomi che avevo errato la traduzione! Questo fatto parlava solo di quanto essi avevano approfondito il soggetto, fin nei particolari, tanto da dare una traduzione esatta.
Io non posso fare quello che mi piace, non posso prendere niente per scontato, devo rendere conto. Porto con me una grande responsabilità. Non posso neanche pensare che tutti gli stranieri vengano a drimi: ‘Grazie, Anil Kumar! Stai facendo un buon lavoro!’ No, non necessariamente.
Ma c’è un gran numero di persone che dice: ‘Stai sbagliando, capisci?’ e io rispondo: ‘Oh, mi dispiace sorella. Grazie.’

NON POSSO FARCI NIENTE!

Alcuni mi dicono: ‘Quando parli urli, così noi non capiamo quello che dici’
‘Sì, sorella, capisco. Ma non posso farci niente.’ (risate)
‘Perché?’
Perché non sono una macchina. Quando Swami fa delle affermazioni con enfasi, io devo riportarle con la stessa forza.
Se Swami dice: ‘Non c’è alcun egoismo in Me’ io non posso sussurrare: ‘Non c’è alcun egoismo in Me.’ (risate) Lo spirito dell’affermazione sparisce!
Se Baba dice: ‘Tutte le Mie Istituzioni offrono educazione gratuita.’
Non posso ripetere dolcemente: ‘Tutte le mie Istituzioni..’
Voglio solo farvi capire che non posso sminuire e smorzare il discorso di Swami! Non posso renderlo insipido e senza sugo, perciò vi dico: ‘Scusatemi se urlo, non posso farci proprio niente.’

Alcuni mi dicono: ‘Traduci troppo in fretta!’
‘Sì, è vero. Ma cercate di capire: se Swami parla in fretta, non posso io tradurre lentamente!’(risate) Prima che io finisca la mia frase, Lui ne ha già finite altre tre! (risate) Potete immaginare la mia situazione. Lui non mi lascia tempo, invece che prendermi di mira in questo modo, per favore abbiate compassione. Pregate per me!’

Alcuni stranieri mi hanno detto: ‘Non potresti chiedere a Bhagawan di lasciarti un po’ di tempo per tradurre?’ - ‘Non mi assumerei mai un simile rischio!’ (risate) Questa cosa è altamente rischiosa, non potrei mai farlo, potrei essere sostituito su due piedi! (risate)
RINGRAZIATEMI PER IL DIVERTIMENTO!

Ci sono alcuni che mi hanno detto con un sorrisetto: ‘Anil Kumar! Hai sbagliato due volte! Swami ti ha corretto, non è vero?’
Io ho risposto: ‘Sì, sono felice di sapere che siete così attenti e che vi divertite quando faccio un buco nell’acqua!’( Risate)

‘Se sbaglio, se Swami mi corregge, voi vi divertite! Bene! Così vi diverto pure, dovreste ringraziarmi per questo!’
Non me la prendo se qualcuno fa dei commenti. Non ne faccio una questione personale, anzi, mi fa piacere che dicano la loro opinione. Non c’è niente di sbagliato. Siamo tutti fratelli e sorelle, siamo tutti devoti.
Oggi mi sono sentito di condividere con voi queste cose.

SAI E’ OVUNQUE

Posso dirvi una cosa che ho notato. Io ho con me dei floppies, computer floppies disk che contengono la letteratura di Sai, classificata sotto 1500 titoli! Potete immaginare? I Canadesi, leggono in lungo e in largo la letteratura di Sai e la classificano in 1500 argomenti, poi ne fanno dei dischetti pronti per la consultazione. In confronto a questa gente, chi sono io? Mi hanno mandato un fascicolo stampato di 2000 pagine! Ho l’armadietto pieno di queste carte!
Pensate a quale enorme ricerca è stata fatta!

Un Australiano ha pubblicato un libro chiamato: ‘Sathya Sai Compendium’ Credo.
Un libro enorme. E’ un dizionario sulla letteratura di Swami, in ordine alfabetico!
In tutto il mondo le ricerche sulla letteratura di Sai vanno avanti intensamente, in particolare all’Ovest, all’estero soprattutto!
Ed è incredibile vedere quanti libri in lingua Russa siano stati pubblicati! Al tempo di Stalin, in Russia non vi era alcuna religione. Oggi c’è la letteratura Sai, e ci sono traduttori che stanno facendo un lavoro anche migliore di Anil Kumar! (risate) Questi due traduttori (riferito a due persone nella sala), sono veramente bravi, come parlano velocemente e come sono entusiasti! Senza l’aiuto di alcun foglio. Beh, io non sono capace di fare altrettanto! Tanto di cappello ad entrambi. State facendo veramente un gran lavoro!

ALL’ESTERO I FIGLI DI DIO SONO MIGLIORI DI QUELLI VICINI A LUI

Vedete, ce ne sono tanti e tanti ancora! Ho paura che sarò presto disoccupato! (risate) Ma, credetemi, sarei la persona più felice se venissi sconfitto da voi. Sì, perché Dio ha fatto i suoi figli all’estero molto, molto più grandi di quelli vicino a Lui! Tutto questo parla dell’intensità della loro devozione.

Quindi, io prego affinché un giorno voi mi superiate. (Anche se voi due lo avete già fatto! Ne sto aspettando altri due!) - (risate) Se volete ve lo metto per iscritto: dite questo ai Russi: ‘Fratello tal dei tali e sorella tal dei tali mi hanno superato nella traduzione. Lo affermo sulla carta e nello spirito. Firmato: Anil Kumar.’ (risate)
Così potrete mostrarlo a tutti. Sì, sono molto felice. Qualsiasi insegnante sarebbe felice se lo studente lo superasse! Così come ogni genitore vorrebbe che suo figlio divenisse migliore di lui. Non è vero?

NON MI DIMENTICHERO’ MAI DI VOI ANCHE SE VOI VI DIMENTICATE DI ME

Un giorno accadde che Swami si avvicinò ad un ragazzo e cominciò a scherzare con lui, poi Gli chiese:
‘Come sta tuo fratello?’ - ‘Bene,Swami!’
‘ Ah, si è sposato?’ - ‘Sì, Swami’
‘Gli hai dato i vestiti che ti avevo dato?’ - ‘Sì, Swami.’
‘Gli hai dato l’anello che ti avevo dato?’ - ‘Sì, Swami.’
‘Ummm… digli questo: - Non dimenticare mai la tua giovane moglie. Non importa se dimentichi Me, ma non dimenticare mai la tua giovane moglie!-

Questo è ciò che ha detto Bhagawan, e poi ha aggiunto: ‘Ragazzi attenti, anche se voi Mi dimenticherete, Io non mi dimenticherò mai di voi.’
Chi è che direbbe una frase simile al giorno d’oggi?
Solo Bhagawan Sri Sathya Sai Baba!

Continueremo domani. Mi dispiace che nel discorso di oggi ci sono state delle note personali, e alcune delle mie esperienze come traduttore. Mi dispiace se vi ho portato via del tempo. Mi sento in colpa e vi chiedo perdono, ma in qualche modo era quello che mi sentivo di dirvi.

Grazie molte a tutti!
Sai Ram