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RIFLESSIONI PARTICOLARI ?del Professor G. Venkataraman

6 aprile 2011

Per prima cosa vorrei offrire umili Pranaam ai Piedi di Loto del nostro Amato Signore Sai. Amorevoli Sai Ram e saluti da Prasanthi Nilayam. Sto scrivendo alle sette e trenta circa della sera di domenica 3 aprile 2011. Sono da poco tornato dall’ospedale e vorrei non solo darvi un aggiornamento sulla salute di Swami ma anche cogliere l’opportunità di condividere alcuni pensieri in merito. Spero di poter fare alcune riflessioni sul recente ricovero di Bhagavan nel corso della settimana. Prima le notizie. Sono stato regolarmente all’ospedale da quando Swami è stato ricoverato per la prima volta alcuni giorni fa.
Questa sera, mentre andavo là, ho trovato, per la prima volta, non solo meno persone ma anche un’atmosfera distesa e rilassata. Ciò dimostrava subito che tutto andava bene e che non vi era assolutamente spazio per l’ansia. Per essere doppiamente sicuro, ho parlato brevemente con il dottor Safaya, che ha detto: “Sta avendo un buon decorso; tutti i parametri vitali sono totalmente sotto controllo e non c’è alcun motivo di essere in ansia.” Un po’ dopo, è uscito Mr. Chakravarthi e anch’egli ha confermato ogni particolare della buona notizia per cui mi appello con la massima serietà a tutti i devoti affinché prestino attenzione a ciò che dicono le persone che ricoprono incarichi di responsabilità e non diano ascolto a quel che si legge tramite E-mail, SMS, pettegolezzi su internet e via di seguito. Mi sembra che qui ci siano due questioni; una è quella del controllo della salute di Swami. Questo, naturalmente, è il lavoro dei medici in ospedale che sono assistiti in compiti relativi alla logistica da membri anziani del Trust di Swami. Pertanto, entrambi i team, i medici e i membri del Trust sono impegnati nei loro rispettivi incarichi. Passando ora al secondo problema, esso riguarda il controllo delle voci che circolano. Non so come tali voci nascano: mi chiedo, invero, se anche Dio lo sappia! Tutti disapprovano i pettegolezzi ma, a conti fatti, la maggioranza delle persone tende a esser travolta e a farsi subito trascinare da notizie infondate senza preoccuparsi di verificarne la fonte, la veridicità e la credibilità della persona che le mette in circolazione ecc. ecc. Immaginate ora se persone di ogni dove inondassero di telefonate i medici e i membri del Trust sviando la loro attenzione. So che la gente direbbe: “E noi? Volete dire che noi non vogliamo bene a Swami? Vi rendete conto di quanto siamo preoccupati per Swami? Avete idea di quanto siamo in pena per Swami?” Comprendo tutto ciò ed è proprio per questo che noi, a Radio Sai, stiamo costantemente cercando di raggiungere e placare la vostra ansia. Avrete notato che lo facciamo in due modi diversi: uno trasmettendo e diffondendo i bollettini ufficiali con notizie confermate dal Direttore dell’Ospedale, l’altro offrendo adeguate riflessioni su ciò che dovremmo veramente fare in una situazione simile. Questo pomeriggio un giovane, che ci dà una grossa mano nel nostro lavoro, è venuto a trovarmi nella mia stanza mentre andavo a pranzo. È venuto principalmente per discutere alcune faccende relative al nostro lavoro e, dopo che abbiamo finito, mi ha detto sommessamente: “Sa, questa faccenda di Swami… È troppo difficile da affrontare. Come dobbiamo comportarci? Personalmente, come devo gestirla?” Sapevo perfettamente che cosa stava chiedendo; tuttavia, quando ha posto improvvisamente quella difficile e profonda domanda, mi sono sentito, a dir poco, un po’ stupito. Ciò mi ha indotto a pensare intensamente, e parecchi pensieri si sono affollati nella mia mente, ma una cosa era chiara: per usare la terminologia del cricket, la vita è come il rimbalzo imprevedibile che il lanciatore fa fare alla palla per eliminare il battitore e Swami ci dice da sempre come affrontare questi difficili rimbalzi con cui la vita trova il modo di sorprenderci. Noi, tuttavia, raramente prestiamo attenzione a ciò avendo probabilmente l’impressione che quello che Swami dice sia alta filosofia e che non abbia nulla a che fare con noi. La mia mente è subito tornata all’ospedale, al dottor Safaya che sta lì a occuparsi di mille cose e ai medici che sono al servizio di Swami e che stanno svolgendo un lavoro del quale non esistono precedenti conosciuti per quanto riguarda qualcuno dei passati Avatar. E poi ai membri del Trust che, parallelamente, hanno molte complesse questioni logistiche da affrontare. Invero, il Signore Rama venne ferito durante la battaglia con Ravana; tuttavia, ci furono servitori del Divino, come Hanuman, che riuscirono a gestire quel tipo di difficoltà. Questo è il Kali Yuga in cui il Signore gioca il Suo ruolo umano senza tanti fronzoli. Mi sono detto: “Immagina che cosa accadrebbe se quelle persone che si occupano di Swami in vari modi perdessero il proprio autocontrollo?!” Fortunatamente ciò non è accaduto. Come posso saperlo? Osservando da vicino come queste persone si stanno comportando. Se c’era una cosa, che da tutte loro emanava, era l’equanimità. Vi dico che per me è stata una splendida lezione. Ricordate quando Krishna dice che, di tutti gli yoga, il migliore è l’equanimità? Ricordate Swami fare interi Discorsi sull’importanza dell’equanimità? Mi è venuto poi in mente che l’equanimità non cade come manna dal cielo, è una disciplina e una virtù che si deve coltivare meticolosamente e ciò è possibile solo prestando la massima attenzione agli Insegnamenti di Swami. Parlando di Essi, non posso fare a meno di far riferimento a un Discorso particolarmente bello, fatto da Bhagavan, che ruotava attorno a due sole parole. In sintesi, questo è ciò che riguarda tutto quel Discorso. Bhagavan disse: “Supponete di non star bene: che cosa fate? Naturalmente, andate dal medico. Dopo avervi visitato e fatto tutto quanto previsto, egli farà due cose: prima vi darà aushadam, una medicina, poi vi prescriverà pathyam, ovvero un regime dietetico. Dio fa la stessa cosa per guarirvi dalla vostra malattia spirituale: prima prescrive aushadam, la medicina, poi indica pathyam, la dieta che dovete seguire. Qual è la medicina che Dio raccomanda? Semplice: il Namasmarana, o canto del Nome del Signore. E che cos’è la pathyam che Dio vuole che osserviate? Anche questo è semplice: dobbiamo seguire le ingiunzioni di Dio, sempre”. A questo punto, soffermiamoci tutti un attimo a chiedere a noi stessi in tutta sincerità: “Quanto spesso facciamo Namasmarana?” Ci viene anche solo l’idea di farlo, diciamo, una volta al giorno? Allo stesso modo, Swami ci ha dato tante istruzioni in maggioranza assolutamente semplici. Una di esse è: “Parlate meno”. Lo facciamo? Prima, se volevamo parlare, avevamo bisogno di qualcuno. Ciò non avviene ai nostri giorni, dato che ci sono i telefoni. Fino a circa quindici anni fa, i telefoni o le linee terrestri erano ancora rari in India. Ora, invece, persino i bambini hanno il cellulare. Recentemente, un insegnante scolastico di Bangalore mi ha stupito con la notizia che un’indagine condotta nella sua scuola ha rilevato che gli studenti dell’8a classe inviano in media circa 800 messaggini al giorno! Sono sicuro che molti di tali studenti siano figli di devoti. Siamo onesti e domandiamoci quanto seriamente prendiamo le indicazioni, i consigli, i comandi di Swami, o chiamateli come volete, circa la limitazione del nostro parlare. Immagino che tutti conosciamo la risposta. Mentre vado a lavorare o, la sera, faccio una passeggiata, vedo la gente sempre al telefono. Capisco bene come alcune persone abbiano la necessità di telefonare quando c’è una specifica esigenza ma è necessario continuare a telefonare mentre si cammina e si va dal luogo A a quello B, mentre si guida lo scooter o anche la macchina? Se me lo chiedete, questo è il momento in cui tutti dobbiamo domandarci quanto prendiamo Swami seriamente. Dovrei dire che questo è il momento di una seria verifica del nostro Cuore. Non basta dire che amiamo Swami ardentemente. Naturalmente, tutti Lo amiamo, ma ciò non ci carica anche della responsabilità di rispettare le Sue indicazioni e i Suoi comandi? Forse lo abbiamo sempre erroneamente ignorato. Tuttavia, possiamo di certo rendere questo un momento d’insegnamento, non è vero? Pensiamoci. Che Dio vi benedica e Jai Sai Ram.
Come sempre, con tanto amore e profondo rispetto, offro queste brevi considerazioni ai Piedi di Loto di Swami