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Pasqua di Resurrezione

10 aprile 2009

"Quando Gesù disse che il pane era la Sua carne ed il vino il Suo sangue intese dire che tutti gli esseri vivi, con carne e sangue, devono essere trattati come Lui stesso."


Bhagavan Sri Sathya Sai Baba


(dal Discorso Divino del 25.12.1978)

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Alcune citazioni di Swami
sul vegetarianismo

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"Oggi chiunque, che si ritenga o meno un devoto , dovrebbe smettere di mangiare carne. Perché? Mangiare carne favorisce soltanto le qualità animali e le tendenze demoniache. È stato ben chiarito che il cibo che si consuma determina i propri pensieri; mangiando la carne morta di vari animali, le qualità di questi vengono assorbite. Coloro che sinceramente cercano di diventare devoti di Dio devono quindi abbandonare il cibo non vegetariano. Definendo se stessi devoti di Sai o devoti di Rama e Krishna, essi si rimpinzano di polli: come possono essere definiti devoti di Sai? Quindi, che siano devoti in India o altrove, dovrebbero smettere di mangiare carne in questo stesso istante. Coloro che aspirano a divenire veri e i propri devoti di Dio devono abbandonare la carne, i liquori, il fumo ed il gioco ".


[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, dal DD del 23 Novembre 1994]

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" La ragione per cui la popolazione umana è in aumento è che gli animali che noi uccidiamo e mangiamo rinascono come esseri umani per cui, con il numero di animali che vengono uccisi per farne cibo, non meraviglia che vi siano così tante persone nel mondo ".
[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, Corsi Estivi a Brindavan, 1977
pag. 186]

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"Qualunque forma di violenza è diabolica e uccidere animali innocenti corrisponde a manifesta ferocia".
[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, Corsi Estivi, dicembre 1994 pag. 323]

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" Se voi non aveste desiderio di mangiare carne, il macellaio non troverebbe utile l'uccidere e vendere gli animali ".
[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, Sathya Sai Newsletter, estate 1995 pag. 16]

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" Se mangiate del montone o della pecora, dovete chiedervi quali siano le qualità della pecora; le pecore seguono, seguono, seguono, per cui voi perdete la discriminazione. Se mangiate del maiale svilupperete la sua caratteristica, che è l'arroganza "
[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, Sathya Sai Newsletter, estate 1995 pag. 16]

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"L'uomo che ha raggiunto la vetta ha la responsabilità di condurre se stesso e tutte le creature viventi verso la meta della liberazione ed evolvere verso una più alta consapevolezza. Quando iniziamo a riconoscere questa Unità nella diversità, le nostre attitudini ed azioni cominciano ad essere permeate da pensieri sacri. Prendere la vita di un animale, per qualsiasi ragione, diventa quindi privo di significato, men che meno per il cibo".
[Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, Corsi Estivi, maggio 1996, pagg. 131-133]

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© Sathya Sai Books and Publications Trust, Prasanthi Nilayam

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Citazioni dal Discorso di
Padre Charles Ogada


'RESURREZIONE E REINCARNAZIONE'


(NATI PER NON RINASCERE)

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Gesù, il Maestro che tutto conosce, disse: "Se qualcuno vi dà uno schiaffo su una guancia, porgetegli anche l'altra e se qualcuno vi toglie la tunica dategli pure la veste. (Luca 6:29) Quando reagiamo alle azioni ripetiamo la catena delle azioni perché le azioni e le reazioni sono uguali ed opposte. Se vi dò uno schiaffo e voi me lo restituite ed io mi vendico e voi pure e vi faccio male e voi fate male a me... non sfuggiremo mai dalla ruota delle nascite e delle morti. I pungiglioni della nascita e della morte vengono distrutti dalla non-reazione. Dobbiamo agire ma non dobbiamo mai reagire.


Agite e basta!
Agite senza costrizione
e senza repulsione
Agite e basta!
Questo modo di agire è definito 'azione nell'inazione' senza occhio ai frutti e senza senso dell' 'io' e del 'mio'
Agite e basta!
Š per l'azione in sé.


L'uomo nasce nel karma e muore nel karma. E l'uomo si fa anche strada verso Dio attraverso il karma.


Che cosa nasce? - Il corpo
Che cosa muore? - Il corpo
Che cosa rinasce? - La mente
Che cosa deve morire per poter mettere fine alle rinascite? - La mente
Che cosa non è mai nato e non muore mai? - L'Atma


Quando Gesù disse: "A meno che una persona non muoia, non vivrà!" Egli si riferiva non alla morte fisica del corpo ma alla dissoluzione della mente nella Superanima. La morte fisica implica la disintegrazione dei cinque elementi che compongono il corpo fisico. [Nel processo della morte] quando la mente si unisce al corpo sottile, diciamo che la persona ha perso conoscenza; essa non sente e se la chiamiamo per nome non risponde. L'Etere (il Suono), il primo elemento, è tornato ad unirsi all'etere. Poi la persona smette di respirare. È a questo punto che i medici la dichiarano morta. Ma non è questo il momento in cui muore. Questo è solo il momento in cui il secondo elemento, l'aria relativa al senso del tatto, è tornata ad unirsi al respiro universale. Dopo di questo si disintegra il terzo elemento ed il corpo di raffredda a cominciare dai piedi.
Il Fuoco, relativo al senso della vista, è tornato al Fuoco. Quando questo accade il quarto elemento, l'acqua, relativo la senso del gusto, comincia a trasudare da ogni poro e da ogni orifizio. Questo è quando i medici mettono il corpo in una cella frigorifera. Infine la terra, che è relativa al senso dell'olfatto, torna ad unirsi alla terra, polvere alla polvere. Il corpo viene seppellito o cremato.Quando il corpo fisico, che è composto dai cinque elementi che sono relativi ai cinque sensi, ai cinque organi di senso ed ai cinque organi di azione, si disintegra, la forza vitale si ritira nel corpo sottile che è composto dalla mente. In realtà il processo avviene al contrario. Quando la forza vitale si ritira nel corpo sottile (la mente) il corpo fisico si disintegra. La mente non muore con la morte del corpo. La mente è la casa del tesoro, in cui sono immagazzinate le memorie, le esperienze, le abitudini, i desideri, le aspettative etc. di una persona e queste informazioni non vengono spazzate via con la morte del corpo fisico. Esse rimangono nel microchip della memoria nel subconscio e vengono portate dietro e trasmesse ad ogni nuova nascita. Coloro che sono capaci di arrivare alle radici della mente subconscia conoscono la verità sulle loro vite precedenti. Quando la mente, inferiore e superiore, viene liberata da questa massa di informazioni, non c'è più nascita né morte. Ecco perché i mistici cristiani hanno dato a questo sentiero della trascendenza mentale la definizione di 'nuvola della non conoscenza' e quelli orientali l'hanno descritto come il 'sentiero negativo': non questo, non quello.
Swami ci ha dato una bellissima analogia. Se abbiamo un seme di riso con la buccia e lo piantiamo esso germinerà e darà la vita a molti altri semi. Ma se gli leviamo la buccia esso non germinerà più. La buccia rappresenta la mente. Il riso è il corpo. Finché la mente persiste non si può sfuggire alla rinascita. Non appena la buccia della mente viene rimossa il corpo non ha più la possibilità di rinascere. Quando questo accade l'Atma resuscita nel Suo vero stato senza forma. Questa è l'equazione spirituale: Uomo meno Mente uguale Dio. Dio più Mente uguale Uomo. La capacità di far morire la mente, cioè la dissoluzione dell'ego, che è alla radice di tutte le attività mentali, è l'alchemia che trasmuta l'uomo nel suo Stato Divino.



Resurrezione - l'essenza della Cristianità...







... significa crocifiggere l' 'io'


Questo è il significato di 'resurrezione' ed è anche il significato della Croce: il taglio deciso dell' 'io'. Senza la Croce, cioè senza la morte della coscienza egoica, non può esserci resurrezione. Qui risiede l'essenza vera e propria della cristianità e di tutte le religioni.


Il modo migliore, più facile, più sicuro, più veloce e più gioioso di far morire la mente
Molti Maestri spirituali hanno affermato che è con la mente che possiamo conquistare la mente. E questo è vero. Ma, ahimè, è molto difficile! Perché? Perché, naturalmente, la mente non vuole morire. Come possiamo imbrogliarla affinchè distrugga se stessa?! Com'è difficile per il ladro catturare se stesso! Il Saggio Ramana Maharshi raccontò la storia del ladro, che è la mente, che si travestì da poliziotto e si mise in cerca di se stesso, il ladro. Tutte le azioni vengono compiute attraverso la mente. Tutte le parole che vengono pronunciate devono passare attraverso i 'cancelli' della coscienza dell' 'io'. Tutti i riti, tutti i japa, tutte le penitenze e gli esercizi spirituali vengono eseguiti attraverso la strumentalità della mente.





Sant'Agostino d'Ippone (354-430)


Come si può distruggere la mente con questi mezzi, se c'è bisogno della mente per utilizzarli? La verità è che questi esercizi spirituali servono solo a purificare la mente. Essi possono solo rendere la mente così acuta da renderla capace di penetrare le cose sottili interiori, ma non potranno mai riuscire ad eliminare la mente. Per porre fine alla mente abbiamo bisogno della Grazia di Dio. Anche se, mediante pratiche spirituali rigorose, si riesce a svuotare la mente di tutti i pensieri e desideri, quel minuscolo impulso-seme, radice e sede della coscienza egoica e del senso dell' 'io', da cui germinano tutti i pensieri, continuerà comunque a persistere. Sant'Agostino d'Ippone (354-430) era alle prese con questo problema: come può la mente conoscere Dio? Un giorno stava camminando sulla riva del mare, perso in silenziosa contemplazione. Mentre camminava s'imbatté in un bambino molto piccolo, che aveva scavato una piccola buca sulla sabbia e stava trasferendovi l'acqua del mare. Agostino si sentì divertito da quanto vedeva e si fermò per chiedere al bambino che cosa stessa facendo. Il bambino rispose che stava trasferendo l'oceano nella piccola buca che aveva scavato nella sabbia. Il Santo rimase sorpreso dall'audacia del bimbo e gli disse che la sua era una mera perdita di tempo perché, innanzitutto, la buca non era sufficientemente grande per contenere tutte le acque del mare ed in secondo luogo, anche se lo fosse stata, al bambino sarebbero occorse molte vite per riuscire a travasare tutto il mare con la minuscola tazzina che teneva nella piccola mano. Il bambino alzò la testa e disse al Santo: "È lo stesso per la mente che vuole realizzare Dio!" Subito dopo aver pronunciato queste parole il bambino sparì. Agostino comprese che si trattava di Gesù, apparsogli nella forma di bambino per impartirgli quella lezione.
Oh, come può l'Anima dirti
la Verità non detta,
che può raggiungerti solo attraverso Te Stesso?!


Abbiate il coraggio di lasciar fare a Dio
C'è un modo molto semplice di risolvere questo problema. E dato che è così semplice, è facile metterlo in atto perché permette di starsene tranquilli ed in pace durante l'intero processo: lasciate che sia Dio ad uccidere la vostra mente. Non cercate di ucciderla voi stessi, potreste non riuscirvi per un trilione di miliardi di vite! Invece fatelo fare a Dio, permetteteGlielo! Innanzitutto, solo Dio lo può fare perché solo Lui ha il potere di dissolvere la mente. Solo il padrone può liberare lo schiavo. In secondo luogo, Egli può farlo all'istante. Swami ha detto che può concedere la liberazione del Sé in un batter d'occhio. Abbiate il coraggio di farglielo fare! Questo significa che dovete cedere la vostra mente a Dio. Quando Dio stesso combatte la battaglia non solo potete essere certi della vittoria, ma vi godrete la guerra! La guerra sarà divertente perché voi non sarete toccati da niente, qualsiasi cosa possa succedere, perché il Signore sarà il vostro scudo. Rimarrete calmi ed equanimi nei confronti del caldo e del freddo, del giorno e della notte, del dolore e della gioia, della perdita e del profitto perché saprete di essere in zona divina, la zona in cui siete totalmente difesi dalle dualità della mente!

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"Se una qualsiasi persona, in tutta onestà, vi chiede dove sia Dio, non cercate di eludere la domanda e datele la risposta che vi viene alle labbra dal profondo del cuore. Mandatela a Puttaparthi e dividete la vostra gioia con lei! Ditele che Dio è a Prashanthi Nilayam!"


- Sai Baba


(Sathya Sai Speaks Vol 2 Pag. 164)