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News da Prasanthi Nilayam

22 febbraio 2006

20 febbraio 2006

Stamane Bhagavan ha dato il Darshan; Egli è uscito di nuovo alle 15 ed
è andato direttamente nella Bhajan Hall in cui gli studenti dell'ultimo
anno prima della laurea si erano riuniti per pregarLo di benedire il
loro programma. Swami ha parlato alcuni minuti con loro raccogliendo i
biglietti e le lettere. Alle 15.20 è uscito disponendo che i ragazzi si
preparassero per la presentazione. Avendo questi sistemato tutto per la
loro recita e preso posto, Swami ha benedetto quelli che compivano gli
anni ed altri seduti di fronte. C'era una dozzina di ragazzi che
aspettavano in fila e Baba li ha benedetti uno per uno sorridendo e
scambiando alcune parole.

Alle 15.30 è iniziata la presentazione. Verso la fine ogni anno
accademico, gli studenti dell'ultimo anno del corso di laurea e di quello di
specializzazione organizzano una presentazione, alla Presenza Divina,
in cui esprimono la loro profonda gratitudine alla Divina Madre e Padre
per tutto l'Amore e la Grazia che Egli ha sparso su di loro e sulle
loro famiglie. Oggi era la volta dei laureandi. Il tema era "Educare ed
Educazione" ed il programma consisteva in una serie di canti intramezzati
da brevi scenette e commenti.

Il primo canto è stato "Hum Tere Hein Sai" ed è stato seguito
dall'esposizione della virtù del dovere per come è trattata in Educare.
L'aspetto del dovere è stato illustrato tramite l'esempio di Barata che va
nella foresta a pregare Rama di tornare ad Ayodhya. Quando il saggio
Vasistha gli dice che il suo primo dovere è quello di ubbidire alle
disposizioni del Signore Rama, egli acconsente a ritornare ad Ayodhya portando
con sé i sandali di Rama da porre a simbolo sul trono della monarchia.

Il canto seguente è stato "Enta Manchee Tipu"; la seconda virtù che
Educare conferisce è la comprensione. Uno studente ha raccontato la storia
di due fratelli, uno scapolo e l'altro con famiglia; i due erano così
interessati l'uno all'altro che si scambiavano sacchi di riso senza
neanche rendersene conto. Il fratello sposato pensava che lo scapolo non
avrebbe avuto nessuno che si curasse di lui negli ultimi anni e quindi
portava un sacco di riso, della sua parte di raccolto, e lo svuotava nel
granaio del fratello. Lo scapolo pensava che il fratello sposato avesse
molte responsabilità familiari e spese maggiori di lui per cui portava
un sacco del suo riso svuotandolo nel granaio di lui. Questo era
l'amore puro e la comprensione che avevano tra di loro.

La terza parte del programma è iniziata con il canto "Kaise Jeeyun Mein
Tere Bin Tu Jo Nahin To" e la virtù illustrata era l'Amore e
Compassione. La storia narrava di Siddhartha che salva un uccello ferito da un
cacciatore. Il cacciatore reclama l'uccello come sua proprietà ma alla
fine Siddhartha dimostra di esserne lui il proprietario: colui che salva
la vita a autorità più grande di chi la toglie.

Un'altra bellissima storia di compassione parlava di un giovane
studente del distretto di Hassan nel Karnataka che ha un gran desiderio di
diventare medico ma la sua condizione economica gli impedisce di
frequentare la scuola adatta. Inoltre contrae un serio disturbo cardiaco e per
questo si reca al Super Specialty Hospital di Bangalore ove viene
curato. Egli rimane così colpito da tutto l'amore ricevuto dai medici e dalle
infermiere che fa voto di diventare medico e servire i bisognosi. Come
può iscriversi al college di medicina? Il giornale in rete
"Heart-to-Heart" di Radio Sai scrive un articolo su questo paziente e su come egli
sia stato toccato dal trattamento ricevuto all'ospedale; un devoto
australiano lo legge e ne è talmente colpito che prende il volo per
Bangalore, si procura l'indirizzo del paziente presso l'ospedale e si meditte
in contatto con il giovane a cui garantisce che sosterrà tutte le spese
del suo corso di laurea! Che atto d'Amore ispirato da nostro Signore!

La scena seguente parlava del Nishkama Karma; una breve recitazione
mostrava un giovane a cui il padre ha comandato di procurare delle banane
per la Puja; egli va al negozio a comprarle ma, sulla via del ritorno,
incontra un povero affamato e gli dà tutte le banane arrivando così a
casa a mani vuote. Il padre diventa furioso ma il Pujari spiega che la
famiglia, anche senza eseguire la Puja, ha guadagnato il merito delle
preghiere grazie all'azione altruistica di questo figlio santo.

Il canto "Maa Prana Daivam Nija Divya Matru Roopam...." era quindi
eseguito per introdurre la virtù della Riverenza di cui Yudhishtira è
modello. Persino sul campo di battaglia egli attraversò lo spazio che
separava le due armate e si inchinò al suo maestro Bhishma che fu così
obbligato ad augurargli la vittoria pur essendo dal lato dei suoi nemici. Il
canto "Marichitivemo Madilo Mammu Sainatha" riempiva l'aria.

Ogni volta che una nuova scena cominciava, uno studente si sedeva su
una piccola piattaforma appoggiato ad un tronco d'albero di fronte a
Bhagavan con indosso un mantello nero ed una benda sugli occhi; egli
rappresentava l'uomo cieco di oggi che è stato cieco alla saggezza di Educare
e si è perso nella mera istruzione. Siccome tutte le virtù venivano
manifestate una alla volta, alla fine quest'uomo gettava via il mantello e
si toglieva la benda dagli occhi simboleggiando così la propria
illuminazione.

Il programma è terminato alle 16.45. Swami si è interessato molto a
tutta la rappresentazione sorridendo, facendo commenti e, più tardi,
persino parlando a lungo con i ragazzi del gruppo dei cantori che si erano
avvicinati per offrire i testi dei canti e le rose. Egli ha chiesto
molti dettagli agli studenti ed ha materializzato un anello per uno di
loro. I ragazzi erano pieni di gioia per tutto l'Amore e la Grazia
riversata su di loro. Alle 16.50 Swami ha accolto l'Arati e si è ritirato.

Ci si può congedare da Puttaparti ma non si può mai lasciare il
Parthivasa perché Egli è sempre con noi ed in noi; questo sentimento pervadeva
il cuore di ognuno mentre uscivamo dalla Kulwant Hall.

21 febbraio 2006



Questo pomeriggio Swami è uscito per il Darshan alle 16.15; la
macchina, raggiunto il lato delle donne, ha fatto una curva stretta ed ha
oltrepassato il lato degli uomini avvicinandosi alla stanza dei colloqui ma
si è fermata prima. I fratelli sono andati a prendere dei sari bianchi
e li hanno mostrati a Swami che ha approvato. La macchina ha allora
fatto marcia indietro ed ha girato per percorrere di nuovo il lato delle
donne nel cui angolo più lontano erano sedute quelle provenienti da
Ooti, dette Badaga dal nome della comunità. Esse, che indossano soltanto
sari bianchi e li drappeggiano in un modo diverso da quello usuale,
erano felicissime nel vedere Swami che si avvicinava in macchina mentre i
ragazzi Gli correvano dietro con i sari. Bhagavan ha personalmente
diretto la distribuzione. La macchina ha poi proseguito oltrepassando di
nuovo gli uomini per andare direttamente vicino alla stanza dei colloqui
in cui Swami è entrato alle 16.30. Poco dopo gli uomini e le donne
Badaga sono stati chiamati nella Bhajan Hall dove Swami si è intrattenuto
con loro fino a quando hanno cominciato a cantare i Bhajan; nonostante i
microfoni non fossero accesi, noi abbiamo potuto udire i Bhajan cantati
con pieno vigore. Alle 17.25 Swami ha accolto l'Arati e si è ritirato.