NEWS

Riflessioni... sulla Preghiera

24 settembre 2003

Riflessioni...... Sulla Preghiera

di G. Venkataraman
(tratto da: Radio Sai Listener's Journal)


Non esiste religione che non contempli la Preghiera.
Normalmente pensiamo alla Preghiera in termini di richiesta a
Dio, come al mezzo per chiedere un favore a Dio. Molte
preghiere standard hanno in sé già queste richieste, ad
esempio, ci sono preghiere speciali che servono per ritrovare
oggetti smarriti.

Per molti anni ho pensato che pregare servisse soltanto a
chiedere qualche cosa; ossia, primo: noi preghiamo Dio e
secondo: scivoliamo nella richiesta da fare del tipo, successo
agli esami, ottenere qualche colloquio, e quant’altro.
Mi ricordo una volta che stavo guardando alla televisione una
partita di cricket molto contesa. Si trattava di India contro
Pakistan e giocavano a Sharjah. C’era moltissima gente che
guardava la partita perché nel golfo vivono un notevole numero
di espatriati sia Pakistani che Indiani.
L’obiettivo, ad un certo punto, ha inquadrato un gruppo di
Pakistani che pregavano con molto fervore Allah, presumo per
la vittoria della loro squadra!..
Io allora mi sono chiesto: ‘Ma Allah non avrà nient’altro da
fare che occuparsi di una stupida partita di criket?’

Cosa significa esattamente preghiera? Come si dovrebbe pregare
correttamente? E perché dovremmo pregare?
Queste cose io le ho imparate solamente dopo aver conosciuto
Swami. Per prima cosa, e più importante, la Preghiera è una
conversazione con Dio. Si può dire che è come parlare con la
propria madre, per esempio, come si è abituati a chiedere alla
nostra mamma questo e quello, uno chiede a Dio quello che
desidera senza la minima inibizione.

A questo proposito Baba ha detto che è meglio chiedere a Dio
direttamente piuttosto che mendicare favori dagli altri.
Questo è indubbiamente vero. Ma è giusto ricordarsi di Dio
solamente quando si deve chiedergli qualcosa? Questa è una
domanda che dovremmo farci tutti.
In quasi tutte le religioni, ai bambini vengono insegnate
preghiere (se mai viene insegnato a pregare!) che chiedono una
cosa o l’altra.
Ma è questo che si deve fare? La preghiera è solamente
questo?

La Preghiera dovrebbe essere un’espressione di amore per Dio,
un’espressione di gratitudine per Dio e soprattutto
un’espressione del nostro desiderio di Dio.
Non dovremmo ricordarci di Dio solo quando siamo in
difficoltà, ma anche quando siamo felici. Questo è il primo
passo per coltivare un amore non egoista nei confronti di Dio.

Nella Gita Krishna dice ad Arjuna che ci sono quattro tipi di
devoti:
Quelli che vogliono ricchezze e prosperità,
quelli che hanno problemi,
quelli che hanno sete di Dio
e quelli che hanno raggiunto la Saggezza.

Dio ama tutti, non c’è alcun dubbio, ma ha anche Lui delle
preferenze.
Questo è stato spiegato chiaramente da Krishna ed anche dal
nostro amato Baba, un numero indefinito di volte! Faccio
riferimento al Suo Discorso Divino, del 24 Maggio 2000, del
Corso Estivo.

Ho scelto l’argomento della preghiera, perché questa è la più
semplice e facile forma di meditazione. La gente pensa che
meditare significhi sedere in una determinata posizione,
chiudere gli occhi e percorrere una procedura interiore. Sì,
senza dubbio, questa è la procedura formale. La meditazione
così intesa, è molto difficile, e richiede non solo anni di
pratica paziente ed intensa ma anche il condizionamento
dell’intero nostro stile di vita. I Rishi (Saggi - ndt) del
passato fecero precisamente questo, e uno di questi molto
famoso, Patanjali, ce ne ha parlato in dettaglio.

Come ha detto Swami molte volte ai suoi studenti, la
meditazione non è facile in quest’epoca ed in questi giorni.
Né è veramente richiesta, al contrario di come molti pensano.
Egli dice: ‘Cosa vuol dire veramente meditare? Significa
semplicemente pensare a Dio’. Vivekananda lo ha esposto in
maniera originale, dichiarando: ‘La meditazione è il ricordo
costante del Signore.’

Adesso permettetemi di legare insieme preghiera e meditazione
in un ‘ formato’ così facile che perfino un bambino sarebbe in
grado di seguire.
Parliamo con Swami, così come se fosse davanti a noi. Possiamo
sicuramente farlo, e parliamoGli quando siamo soli, quando
viaggiamo in aereo e così via. In questo modo Swami diventa un
vero Amico.

Molto spesso Swami dice: ‘ Dovete considerare Dio come vostro
amico, questo è molto meglio che sentirvi i Suoi servitori.’
Per mia esperienza, so che quando siamo alla Sua Presenza
fisica è meglio giocare il ruolo dei servitori, è più sicuro!
Ma quando abbiamo con Lui una conversazione cuore a cuore,
possiamo prenderci la libertà di sentirci Suoi Amici. Questo,
infatti, è precisamente quello che hanno fatto molti grandi
devoti.

Oltre a questo, noi comunque dobbiamo pregare nel modo che ci
ha indicato Swami. La nostra preghiera deve essere
un’espressione di gratitudine per tutte le cose che riceviamo,
sia che ne siamo consapevoli oppure no. Se siamo in buona
salute non è certo perché seguiamo una buona dieta o facciamo
regolarmente jogging..! E’ per Grazia di Swami. Se abbiamo
successo negli affari, è per Grazia di Swami; e così via, non
dobbiamo mai dimenticare di esprimere il nostro senso di
gratitudine, considerando che la lista delle cose per cui
dovremmo esserGli grati è senza fine!

Al di là della gratitudine per le Sue continue benedizioni e
per i favori che ci elargisce personalmente, noi dobbiamo
pregare per gli altri. Swami è molto felice quando noi
preghiamo per gli altri e non chiediamo niente per noi stessi.
Questa è mancanza di egoismo e Dio ama vedere questa qualità
in noi.

In breve, possiamo dire che la preghiera può divenire
un’esperienza veramente piacevole e ci si può facilmente
accostare ad essa.
La preghiera ci fa pensare a Dio ed è qualcosa che molti
responsabili dell’Organizzazione Sai tendono a sottovalutare,
spingendo invece verso il lavoro effettivo. L’astenersi dal
pregare non ha scuse, si può sempre trovare il tempo per
parlare con Dio. Ed oltre a questo, è un ottimo mezzo per la
purificazione interiore.
Più ci allontaniamo dalla preghiera e più si accumula ‘lo
sporco’ dentro di noi.

Nell’industria di semiconduttori, la fonderia dove producono
microcircuiti integrati (come per esempio il Pentium chip)
viene tenuta incredibilmente pulita. Vengono fatti sforzi
continui e costanti per purificare l’aria, altrimenti la
produzione dei microcircuiti fallirebbe. Allo stesso modo,
noi dobbiamo trovare il tempo per comunicare con Swami il più
frequentemente possibile.
Se proviamo seriamente a far questo, scopriremo che la vita
diventerà molto diversa per noi e lo dico sulla base di
esperienze personali. Un cambiamento oceanico! Permettetemi
di concludere ricordando la meravigliosa preghiera di S.
Francesco:



O Signore, fa di me uno strumento
della tua Pace
Dov’è odio, che io porti Amore
Dov’è offesa, ch’io porti Perdono
Dov’è discordia, ch’io porti Unione
Dov’è dubbio, ch’io porti Fede
Dov’è errore, ch’io porti Verità
Dov’è disperazione, ch’io porti Speranza
Dov’è tristezza, ch’io porti Gioia
Dov’è tenebra, ch’io porti Luce
Fa che io non cerchi tanto di essere consolato, ma di
consolare
di essere capito, ma di capire
di essere amato, ma di amare.
Perché è dando che si riceve
È perdonando che si è perdonati
È morendo che si risorge alla Vita Eterna.


(San Francesco)