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News da Prasanthi Nilayam

25 novembre 2001

"Not good. VERY good!" Questo e' stato il commento di Baba a Marena (Presidente dell'Organizzazione Sai Italiana - ndt) alla fine dello spettacolo. Aggiungendo anche una nota di sorpresa per una performance che gli e' sembrata addirittura troppo corta.

Dopo l'unica prova fatta a Divignano, il gruppo di italiani ha raggiunto Puttaparthi l'11 novembre. Tra le numerose difficolta', facilmente immaginabili in vista dei festeggiamenti per il Suo compleanno, attori, registi, scenografi e costumisti hanno lavorato ininterrottamente per offrire a Swami e al pubblico uno spettacolo all'altezza della situazione. La data prevista era il 19, giornata consacrata alla festa della donna, e tutto sembrava ormai pronto quando a ciel sereno e' arrivata la doccia fredda: per ordine di Baba dovevano andare in scena solo le donne. Niente uomini. Il gruppo non si e' fatto prendere dal panico: in breve tempo sono state reclutate le attrici che avrebbero impersonato ruoli maschili. A questo "cambio della guardia" l'intero gruppo ha reagito con notevole spirito di presenza, sicche' gli uomini che hanno dovuto rinunciare al proprio ruolo nello spettacolo si sono organizzati per fornire ogni tipo di aiuto, logistico e anche di mera manovalanza. Rapiti dall'emozione di andare in scena e terrorizzati dalla paura di non ricordare la propria parte, nessuno poteva immaginare, fino alla fine dello spettacolo, la grazia che Baba ha fatto agli italiani per l'inatteso cambiamento: andare in scena per primi, il giorno 19, con uno spettacolo tutto al femminile, con una sceneggiatura che ruotava a 360 gradi intorno ai valori morali di cui la donna e' portavoce, e' stata una vera grazia.

Gia' durante le prove Swami non ha mancato di fare alcuni blitz dietro le quinte, per vedere, chiedere, confortare, benedire. Piu' ancora, pochi minuti prima che il sipario si alzasse, ha dato un lungo darshan alle attrici e comparse gia' pronte per andare in scena, ammirando (felicitandosi) soprattutto la bellezza della scenografia. Poi, dopo i saluti e i ringraziamenti di Marena, il sipario si e' finalmente alzato. Il primo applauso ha accompagnato la straordinaria monumentalita' delle scene e, per tutta la durata della performance, si sono contati ben 6 applausi a scena aperta, escludendo quello finale che si e' protratto fino all'uscita di Baba. Forte emozione nel finale, con la canzone "Mamma", cantata anche in inglese e indirizzata ovviamente a Swami, che ha raccolto l'entusiasmo di tutta la platea, al punto che il pubblico tutto si e' unito a un ritmico battimani fino alla fine della canzone. Baba e' quindi salito in scena e ha fatto dono dell'arathi e di bellissimi sahri verde smeraldo e oro.

I commenti sono giunti alla spicciolata. A cominciare dal direttore dell'Istituto di Brindavan, che si e' complimentato con Marena per la profondita' del messaggio veicolato e per la splendida capacita' di sintesi con cui e' stato offerto un rapido panorama della cultura italiana. Perfino il bramino dell'ashram, uomo schivo e riservato, si e' lasciato andare a elogi sulla bellezza dell'intero spettacolo. Stesso giudizio da parte del capo dei seva. Si sono complimentati i Malesi, i devoti del Sud Africa e perfino i Giapponesi, che hanno addirittura chiesto una replica dello spettacolo. Nei giorni a seguire, camminare nell'ashram e' stato un continuo raccogliere complimenti, soprattutto dagli indiani: "Italy? Very nice!" A sottolineare l'accoglienza da parte degli indiani, fa piacere sapere che il Direttore dell'ashram ha chiesto il permesso a usare le scenografie per i giochi della gioventu' che si terranno il prossimo 11 gennaio.

Inutile dire che gli italiani tornano a casa "coperti di onori", non solo per la bravura recitativa dimostrata, ma per lo straordinario spirito di gruppo che ha dato vita fin dalle prime prove a un confortante alone di armonia che si e' protratto fino alla partenza dall'India. Non e' azzardato affermare che dopo questo spettacolo l'Italia ha assunto in ashram una statura che le e' stata unanimamente riconosciuta. E gia' si parla di uno spettacolo per l'anno prossimo...

Quanto al soggetto dello spettacolo, la sceneggiatura ruotava intorno alla figura di Cornelia Gracco (che nella performance rappresentava l'anima) e di Roma (ossia il corpo fisico e la mente), in uno scambio di battute in cui la matrona romana - che incarnava quello spirito di moralita' e semplicita' che era dei Romani fin dalle loro orgini - richiama Roma a destarsi dai miraggi delle conquiste e dei tesori, invitandola e ripercorrere un viaggio interiore per riscoprire ricchezze ben piu' preziose. La freccia ha raggiunto il bersaglio: il pubblico ha recepito e apprezzato il messaggio applaudendo con sincero apprezzamento.

Quanto al giorno 23, i festeggiamenti per Baba sono stati sicuramente contenuti rispetto al passato ma non privi delle emozioni di sempre. I giornali locali hanno stimato che, a causa del conflitto bellico contro l'Afghanistan, a Puttaparthi ci fossero dalle 1500 alle 3000 presenze di occidentali. Per questa ragione i festeggiamenti si sono tenuti all'interno del mandir, che e' riuscito a contenere quasi tutti i presenti, indiani inclusi. Dopo la sfilata di ben tre bande musicali - una di soli uomini, una di sole donne e una composta di bambini - Baba ha fatto il suo ingresso indossando una immacolata veste bianca. Il darshan e' stato lunghissimo e per ben tre giorni consecutivi si sono avvicendati vari gruppi canori (occidentali e asiatici) che, alla presenza dell'Avatar, hanno offerto il meglio della loro cultura musicale.

Il momento culminante della mattinata e' stata l'inaugurazione da parte di Baba di un canale radiofonico internazionale via satellite (Radio Sai Global Harmony), che trasmettera' 24 ore su 24 discorsi di Swami e bhajan in diretta.