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L'amore in azione

9 novembre 2001

Con l'introduzione del "volontariato nei villaggi" (Grama-Seva) dello scorso anno (novembre 2000 - ndt), si è aperta un'ulteriore dimensione, che viene ad aggiungersi alla compassionevole e misericordiosa "missione-senza-fine" di Bhagavan Baba. Swami ha sempre parlato dei villaggi indiani e dell'abissale povertà che vi imperversa ma, come Egli ci fa notare continuamente, sono proprio i villaggi non solo a nutrire l'India, ma anche, cosa questa assai più importante, a mantenerne viva l'antichissima cultura.

Un anno fa, parlando con gli insegnanti dell'Istituto poco prima dell'inizio del "Grama-Seva", Swami ricordò l'episodio della madre che, trovandosi nell' impossibilità di nutrire i suoi bambini, li avvelenò, bevendo subito dopo il veleno lei stessa, e ponendo fine alla sua propria vita.

Nel parlarne, gli occhi di Swami si erano inumiditi e la Sua voce aveva tremato per l'emozione. Persino Colui che si trova al di sopra dei sentimenti del mondo era stato toccato dalla tragica vicenda. In tal modo ci ha dimostrato come il nostro cuore deve sciogliersi, e mai restare indifferente come una pietra.

Volle che tutti gli insegnanti e gli studenti andassero nei villaggi, diffondendo il Suo amore e portando ai loro abitanti il messaggio che, anche se tutti dovessero dimenticarli, Dio non lo farà mai. A questo messaggio seguirono dieci giorni di un'esperienza memorabile che trasformò tutti coloro che vi presero parte.

Ci sarebbe mai stata una ripetizione di quella esperienza stupenda?
Mentre quest'anno l'anno accademico passava in fretta, questa domanda è rimasta nella mente di tutti gli studenti.

Swami ha risposto alle loro silenziose domande e preghiere, ed ha annunciato: "Subito dopo l'inizio delle vacanze di Dasara (ottobre 2001 - ndt) ricominceremo col volontariato nei villaggi ("Grama Seva")".

La notizia è stata accolta con grande gioia. I ragazzi e le ragazze hanno rinunciato a tornare a casa per le vacanze e sono rimasti per ripetere l'esperienza dello scorso anno, anche se la sfida quest'anno è stata molto più dura: infatti i villaggi da servire si trovavano molto più lontani, in genere da sessanta a settanta chilometri da Prasanthi Nilayam. Questo ha significato dover effettuare degli spostamenti disagevoli su strade mal spianate e su sentieri fangosi.

Come l'anno scorso, non c'erano delle mappe dettagliate delle zone da visitare, e queste dovevano essere disegnate frettolosamente da improvvisate pattuglie mandate in ricognizione. A peggiorare le cose, durante il periodo di servizio, il tempo è stato estremamente inclemente a seguito di due cicloni che si sono abbattuti per tutta la regione dell'Andhra Pradesh. Ma quando Swami è coinvolto, l'impossibile diventa non solo fattibile, ma anche relativamente facile.

Il servizio giornaliero effettivo nei villaggi ha avuto una durata di tre o quattro ore, ma l'azione preparatoria è dovuta cominciare il giorno precedente. Moltissime erano le cose da fare: sortire i vestiti da distribuire, preparare il prasadam (cibo consacrato), confezionare adeguatamente il cibo, fare il laddus (un dolce fatto di farina di fagioli di sapota, n.d.t.), caricare sui furgoni tutto il materiale da distribuire, organizzare ed istruire le squadre di ragazzi che dovevano effettuare la distribuzione e così via. Regolarmente, per ogni giorno di servizio, l'attività di base aveva inizio la sera precedente dopo i Bhajan.

Più di mille persone sono state coinvolte in vari aspetti di quest'attività. La maggior parte del lavoro è stata svolta dagli studenti e dagli insegnanti dell'Istituto di Istruzione Superiore Sri Sathya Sai, ma anche altri hanno contribuito, per esempio le signore dell'Ashram.

Il compito delle donne, incluse le studentesse e le insegnanti del Campus di Anantapur, era quello di preparare il cibo e di confezionarlo appropriatamente entro le quattro le mattino. Questo significava stare sveglie tutta la notte, dato che i pacchetti da preparare per la distribuzione variavano da venti a venticinquemila. A volte il numero era anche maggiore. Una cosa è stare svegli per una notte, un'altra è farlo continuamente notte dopo notte per dieci giorni di seguito. Che cosa glielo ha fatto fare? L'amore per Swami. E da dove hanno tratto la forza per farlo? Da Swami, naturalmente.

Un giorno, poco dopo l'inizio del Grama Seva, un devoto d'oltremare ha chiesto a Swami: "Swami, posso associarmi agli altri nello svolgimento del servizio ai villaggi?" Swami ha risposto: "Non dire: «servizio ai villaggi>; di' piuttosto «amore in azione>."
Che descrizione stupenda! Ma è proprio questo che il servizio è stato tutto il tempo; amore in azione!

La routine giornaliera era la seguente: al mattino ci si riuniva per il Darshan come sempre. Quando Swami, dopo aver completato il suo giro, si dirigeva lentamente verso la veranda, segnalava al direttore del Campus di Brindavan che potevano andare. Gli studenti e gli insegnanti allora si alzavano e, cantando i Veda ed i Bhajan, facevano un giro del Mandir, anche mentre Swami dalla veranda li benediva.

Una volta fuori, si precipitavano tutti sui camion ed il convoglio partiva per il servizio del giorno, al suono dei Bhajan, cantati dai ragazzi, che si diffondeva nell' aria. Qualche devoto adulto seguiva il corteo su dei furgoni o su delle automobili, per contribuire anch'essi come potevano. Dopo tre ore di guida su strade accidentate e su "non-strade" arrivavano vicini alla destinazione prefissata. Quindi, si dividevano in piccoli gruppi e si dirigevano ai diversi villaggi. Una volta arrivati in un villaggio, il loro primo compito era di recarsi al Nagarsangeet (posto di ritrovo degli abitanti del villaggio). Alla fine di ogni distribuzione veniva cantata l'Arathi con sincerità e convinzione.

Il laddus, i pacchetti di cibo ed il vestiario venivano distribuiti a tutti gli abitanti dei villaggi senza eccezioni, andando di casa in casa. Ad ogni porta i membri della famiglia venivano salutati, venivano portati loro i saluti di Baba e le varie offerte venivano consegnate loro con amore, insieme ad una foto di Baba.

Era meraviglioso guardare gli occhi dei destinatari dei doni, illuminati dall'amore e dalla speranza. Molti avevano gli occhi umidi nel rendersi conto che c'era qualcuno che si prendeva cura di loro. Una signora anziana che viveva sola non riusciva a credere che qualcuno le stesse regalando un sari completamente nuovo. È scoppiata a piangere e ha detto: "Sono dieci anni che non indosso un sari nuovo!"

E non c'erano solo il cibo, i sari ed i dhoti. Anche i bambini non venivano dimenticati e venivano donate loro matite, penne, magliette e astucci con squadre e righelli. Tutto questo nelle scuole!!! Gli scolari erano molto felici, perché si era in tempo di esami, ed avrebbero potuto scrivere i compiti con le penne donate loro da Baba!

Ci sono stati anche problemi, naturalmente. Molti villaggi non potevano essere raggiunti dai camion. In questi casi, con l'aiuto degli abitanti dei villaggi, si trovavano dei carri a buoi sui quali si caricava il materiale da distribuire mentre le squadre di volontari seguivano a piedi. In un caso è stato necessario guadare un fiume, in quanto mancava un ponte che permettesse di attraversarlo.

Quando il convoglio è arrivato al fiume, esso era in secca, ed un camion è riuscito a passare dall'altra parte. Ma all'improvviso il fiume è andato in piena, e l'altro camion non ha potuto attraversarlo. Hanno dovuto fare una deviazione tortuosa per raggiungere gli altri. Si è visto così che gli ostacoli arrivano anche quando si lavora per Dio. Ma grazie ad Hanuman, c'è una soluzione per il superamento degli ostacoli: la preghiera!

Tutti si sentivano completamente caricati, ed anche al termine di un giorno di duro lavoro erano in pochi a sentirsi stanchi, inclusi i professori settuagenari. Quando si è diffusa voce dell'eccitazione che imperversava nei gruppi di volontari anche le signore dell'Ashram hanno chiesto di poter andare anche quest'anno a fare servizio. Bhagavan ha acconsentito alla loro richiesta ed un giorno di servizio è stato svolto anche a Puttaparthi. Così le donne hanno potuto sperimentare la gioia di andare di casa in casa.

Al pomeriggio Swami è uscito per il Darshan ed ha aspettato il ritorno dei ragazzi. Lui sa tutto, ma comunque ha chiesto ai presenti se i ragazzi erano già tornati. È stata una splendida scena, quando essi finalmente sono arrivati. Quando i camion si sono fermati uno dopo l'altro, i ragazzi hanno gridato a squarciagola: "Bhagavan Baba ki Jai!". Saltando fuori dai camion ancor prima che questi si fermassero, i ragazzi sono corsi nel Mandir superando ogni record di velocità. La faccia di Swami si è illuminata. In quel momento si è visto in Swami non la Madre Divina, ma la madre personale di mille figli!

Il servizio è terminato un giorno prima di Dasara, giorno in cui l'ultima zona da visitare comprendeva i villaggi vicini a Kadiri. (A proposito, Kadiri è il posto in cui è stato portato Swami per venir "curato" da uno stregone crudele quando era ragazzo). Questa zona è a maggioranza mussulmana, ma qui Swami è amato e venerato esattamente come altrove. E perché non dovrebbe essere così?

Un paio di giorni dopo la conclusione del servizio Swami aveva sotto la 'veranda' tutti gli autisti dei circa venti camion che avevano portato il materiale ai villaggi, insieme ai loro assistenti. Era un bel gruppetto in uniforme. Swami ha concesso loro un'intervista davanti ai mille presenti!

Agli autisti sono stati regalati vestiti, dei sari per le loro mogli, dolciumi, vibhuti, e ad alcuni di essi sono stati regalati anche degli anelli. Swami ha parlato con loro, ha risposto alle loro domande, ha dato loro consigli, specialmente su come mantenersi in salute! In particolare ha insistito sul fatto che non devono né fumare né bere. Come se tutto questo non bastasse alla fine ha permesso che si facessero delle foto di gruppo, posando singolarmente con alcuni di loro. Alla fine ha lodato il servizio reso dagli autisti in presenza dei devoti che si trovavano nella veranda. L'amore è sempre in azione. Non si ferma mai!

Alcuni chiedono: "Tutto questo va bene, ma che cosa si può ottenere in fondo con un solo giorno di servizio in un villaggio?" La risposta è arrivata individualmente a tutti coloro che sono stati coinvolti nel Grama Seva. Per quanto concerne gli abitanti dei villaggi, essi hanno potuto rendersi conto che c'è qualcuno che si prende cura di loro. I ragazzi, dal canto loro, hanno potuto confrontarsi faccia a faccia con i problemi dell'India rurale.

Questa esperienza ha reso ferrea la loro determinazione di rimanere nelle campagne, invece di andare a cercare pascoli più verdi, e di restare a servire la loro Madre Patria per il resto della loro vita.

Il tocco finale è stato dato da Swami stesso, quando ha chiarito lo scopo intrinseco del servizio: esso consiste nel vedere il Sé Universale nel prossimo e tramite questa visione sperimentare l'unità.