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Introduzione alla Festa di Dasara (Navaratri)

24 ottobre 2001

Le feste religiose, l'adorazione tradizionale ed i rituali, hanno più di un significato.
Oltre ad essere parte dell'adorazione del Divino, essi commemorano eventi ed allegorie che vanno interpretate dal punto di vista occulto e che sono punti di riferimento significativi che guidano il Jiva (Anima individuale) nel suo sentiero verso la Realizzazione.

Da un punto di vista esteriore, i nove giorni di adorazione della Devi (Madre divina) conosciuti con il nome di Navaratri Puja, commemorano la Sua vittoriosa lotta contro il battaglione dei demoni guidati da Sumbha e Nisumbha; ma per il sadhaka (praticante spirituale), questi nove giorni di Navaratri hanno un significato sottile ed una Verità più profonda da rivelare.

Nel suo aspetto cosmico, questa festa simbolizza gli stadi dell'evoluzione dell'essere umano da uomo a Dio, dallo stato di Anima individuale allo stato di Divinità; essa mostra al sadhaka l'itinerario che la sua sadhana (disciplina spirituale) dovrebbe seguire.

Infatti, lo scopo principale della nostra esistenza è quello di riconoscere la nostra Identità eterna con lo Spirito Supremo. Per poter far questo, come passo iniziale il sadhaka deve innanzitutto liberarsi delle innumerevoli impurità. Una volta reso puro, egli deve lavorare al fine di acquisire virtù e qualità divine. Così purificato e pieno di satva, egli vede crescere in sé la Conoscenza, come i brillanti raggi del sole si riflettono sulle acque cristalline di un lago perfettamente calmo.


1°, 2° e 3° giorno: ADORAZIONE DI DURGA

Sradicare i vizi

Questo processo della sadhana richiede una volontà risoluta ed uno sforzo determinato.
In questi tre giorni, la Madre divina è adorata nel Suo Aspetto di Forza e Potere distruttivo: Durga, la terribile. Bisogna pregare Madre Durga che distrugga tutte le nostre impurità, i nostri vizi, le nostre debolezze e difetti.

Come fece con i demoni Sumbha e Nisumbha, noi Le chiediamo di lottare contro le forze demoniache che risiedono in noi sottoforma di cattive qualità e di negatività.
Durga è inoltre la Forza che protegge la nostra sadhana da ogni caduta o trabocchetto.

Così, questi primi tre giorni di Navaratri sono dedicati alla distruzione delle impurità, lotta che si combatte con una grande volontà di voler sradicare tutte le tendenze negative che risiedono nella nostra mente. Questo è lo scopo dell'adorazione di questi giorni rivolto a Durga, l'Aspetto distruttivo della Madre divina.

4°, 5° e 6° giorno: ADORAZIONE DI LAKSHMI

Coltivare le Virtù

Una volta che ci siamo purificati dagli aspetti negativi e dalle cattive abitudini, il passo successivo è quello di costruire una sublime personalità spirituale acquisendo qualità divine, le stesse che il Signore Krishna descrive nella Bhagavad Gita.

Questa parte della festa è perciò dedicata alla preghiera della Madre divina nel Suo Aspetto di Lakshmi, Colei che conferisce sì la ricchezza, ma in questo caso ricchezza di virtù e abbondanza di buone qualità. Lakshmi, infatti, conferisce al sadhaka le qualità divine necessarie. Questi giorni, con l'aiuto di Lakshmi, sono dedicati allo sviluppo della Purezza, poiché Lakshmi stessa è l'Incarnazione della Purezza.

7°, 8° e 9° giorno: ADORAZIONE DI SARASVATI

L'Ascesa della Saggezza Suprema

Dopo aver sradicato le tendenze demoniache ed aver coltivato le qualità divine, l'aspirante sta per ricevere la Luce della Suprema Saggezza. Egli è pronto per ottenere la Conoscenza divina. Questo è perciò il momento di adorare devotamente Sarasvati che è la Personificazione della Conoscenza divina, l'Incarnazione stessa di Brahmajnana (Conoscenza del Brahma).

Il Suono della Sua Vina celeste risveglia le Note del Sublime Pranava (OM).
Sarasvati impartisce la Conoscenza del Suono Supremo Primordiale il Quale dona totale Atmajnana (Conoscenza dell'Atma).
Perciò l'adorazione della Madre nel Suo Aspetto di Sarasvati, è il terzo stadio di questi nove giorni di festa.

10° giorno: LA VITTORIA!

Il decimo giorno, Vijaya Dasami, segna la trionfante ascesa del sadhaka.
L'aspirante risiede ora nel suo divino Sé che è Sat - Chit - Ananda (Esistenza, Consapevolezza, Beatitudine). Questo giorno festeggia la Vittoria, il raggiungimento dello Scopo.

Questo cammino di 10 giorni simbolizza gli stadi dell'evoluzione che sono indispensabili per ogni sadhaka, attraverso i quali ognuno deve passare.
Ogni passo conduce naturalmente al passo successivo ma il voler accorciare i tempi o saltare le tappe rende i risultati degli sforzi dei veri fallimenti.

Infatti, ai giorni nostri, molti sadhaka ignoranti puntano dritti verso l'acquisizione della Conoscenza senza i dovuti preliminari di purificazione e lo sviluppo delle qualità morali e divine, lamentandosi poi di non riuscire ad avere nessun progresso sul sentiero spirituale.

Come potrebbero? La Conoscenza (del Sé) non discenderà fintanto che non si sarà lavata ogni impurità e non si sarà sviluppata la Purezza. La pianta satvica non può crescere su un terreno impuro!

Seguite questo sentiero ed i vostri sforzi saranno premiati con successo sicuro.
Distruggete le cattive qualità e sviluppate le qualità divine: questo vi condurrà a quella perfezione che culmina con l'Identificazione con il Brahman, la Meta finale.