SATYOPANISHAD

18 maggio 2003

CAPITOLO III

I GIOVANI


D. 56 - Swami, frequentiamo college e università per ricevere istruzione. Poi, otteniamo un impiego e ci guadagniamo il nostro stipendio. Tuttavia, chiunque s'incontri, dice: "Non ho pace mentale".
Perché è così? Che cosa dobbiamo fare?
Bhagavân - La sola istruzione non può darvi la pace mentale. Il grande saggio Vyâsa compilò tutti i Veda, scrisse il grande poema epico del Mahâbhârata, i diciotto Purâna e il Brahmasûtra, ma ciò non bastò a conferirgli la pace e la sua mente era ancora agitata. Fu in questo frangente, in cui Vyâsa era angosciato, che il saggio Nârada gli consigliò di scrivere il Bhâgavata, un'opera in cui si
descrivevano i giochi divini del Signore e alcuni aneddoti dei più importanti devoti che cantarono la Sua gloria e i Suoi miracoli. Soltanto allora Vyâsa raggiunse la pace e la beatitudine. Né la posizione, né lo stato sociale, né l'erudizione, né l'autorità, né la ricchezza, né la fama, no, nessuna di queste cose potrà mai darvi la pace mentale. Essa non può passare da un'altra persona a voi, né può collocarsi in un posto particolare, né possono darvela gli
oggetti esterni, i beni materiali o le proprietà.
Alla radice dell'agitazione mentale c'è il groviglio dei desideri. Vi dico spesso:
"Meno bagagli e più comodità rendono il viaggio un piacere".
È il motto delle ferrovie indiane. Quindi, è importantissimo porre un 'tetto' ai desideri.
"Non lamentarti se non hai koti, dieci milioni di rupie, ma sii felice di roti, il cibo che hai per vivere.
Non rattristarti se non possiedi un'auto, ma accontentati di avere le gambe.
Non piangere per la puntura di uno scorpione, ma rallegrati che non ti abbia morsicato un serpente.
Non addolorarti per il morso di un serpente, ma ringrazia Dio di non esserne morto!"
La pace e la felicità consistono nel sapersi accontentare. Chi è l'uomo più ricco? Colui che si sente sempre appagato. E chi è il più povero? Chi ha molti desideri.
Molti vengono da Me e dicono: "Voglio la pace!" Io rispondo a tutti:
"La risposta è nella vostra stessa domanda. Nella frase 'voglio la pace', ci sono due componenti:
'io' e 'voglio'. 'Io' esprime mamakâra, l'ego o attaccamento, e 'voglio' manifesta kâma, il desiderio. Non appena rinunciate all'ego e al desiderio, avete già la pace!"

D. 57 - Swami, molti di noi, che lavorano a contatto con i giovani, non sanno come fare quando si sentono rispondere: "Non interferire con la nostra libertà! Siamo autonomi e agiamo secondo le nostre scelte". È difficile convincerli che ciò che pensiamo è giusto e guidarli nella direzione appropriata. Che cosa dovremmo fare in simili situazioni?
Bhagavân - Da ciò che dite è evidente che i giovani d'oggi non sanno che cosa sia la libertà. Usano indiscriminatamente le parole 'svecchâ', libertà, e 'svatantra', indipendenza, senza sapere che cosa significhino veramente.
Che cos'è la libertà? E l'indipendenza? Se libertà significa comportarci come ci pare, senza regole, che cosa ci distingue dagli animali che seguono solo gli
istinti? Gli animali vanno in giro a piacimento e senza alcuna restrizione, generando dozzine e dozzine di cuccioli. Se è questo che i giovani intendono con il termine libertà, beh, le bestie, senza frequentare alcuna scuola, né
possedere alcuna laurea, sanno come procurarsi cibo e riparo, vivendo
semplicemente secondo le leggi della natura. Che beneficio porta, dunque, all'uomo questo tipo di libertà? Che cosa avreste di speciale rispetto agli animali? E a che serve l'educazione? Gli animali, allora, sono superiori a certuni di voi, perché almeno essi hanno una 'ragione e una stagione' per le loro azioni. Voi non avete neppure quelle!
Che cos'è svecchâ, la libertà? Se questa parola sanscrita viene scomposta, si ottiene sva+icchâ.
Sva significa 'tu stesso', cioè l'anima, lo spirito, l'Âtma, e icchâ significa 'volontà'. In altri termini, essendo 'Sva' il Sé (Âtma) e 'icchâ', la volontà, 'svecchâ' sta a indicare 'la volontà del Sé'. Ciò fa dunque riferimento al nostro Âtma. La libertà che i giovani vogliono è forse questa?
Purtroppo essi non conoscono il significato delle parole che usano.
L'uomo odierno afferma: "Io ho svatantra, l'autonomia di fare tutto ciò che desidero! Non posso essere indipendente?" Anche qui i giovani dimostrano di non sapere quello che dicono. Svatantra sta forse a indicare un comportamento sconsiderato, negligente e irresponsabile? No! Se pensate che
andare a zonzo e bighellonare, mangiare e bere a piacimento siano un segno d'indipendenza, guardate allora i gatti e i topi, che agiscono nello stesso modo! Indipendenza significa mangiare e bere? In ogni caso, voi passate l'intera vita a fare queste due cose: mangiare e bere. La vita si è abbassata al livello di solo carico e scarico.
Allora, che cos'è questo svatantra? Ricordatevi di una cosa importante:
è vero, voi avete indipendenza, ma c'è un limite. Essa si ferma laddove comincia quella altrui. La vostra libertà cessa quando inficia quella degli altri.
Vi faccio un esempio. Un bel mattino, un signore decise di fare una camminata e cominciò a ruotare spensieratamente il suo bastone da passeggio nell'aria. A un certo punto, un uomo che gli passava accanto, esclamò: "Signore, per favore, non ruoti così il suo bastone!"
"Perché non dovrei? Sono libero e posso ruotare il mio bastone come mi pare e piace", rispose quel tale. "Sì, è vero, ma la sua libertà finisce quando il suo bastone sfiora il mio naso!", replicò quell'uomo. Questo è il limite che dovreste porvi.
Poi, ci sono persone che affermano: "Celebriamo Svârâjya, il Giorno
dell'Indipendenza!" È vero questo? No. Qui 'sva' significa 'se stesso'. Hanno forse, queste persone, dominato se stesse (il proprio ego)? Hanno il controllo dei sensi? Di solito, si usa il termine 'svatantra', indipendenza, quando ci si libera del dominio straniero. Si rompono le catene della schiavitù dal giogo dei
dominatori e si dichiara l'indipendenza. Ma è solo indipendenza politica. Non è abbastanza.
Occorre anche acquisire l'indipendenza spirituale, controllando i sensi, vincendo le debolezze e tenendo a freno le qualità negative. Questa è l'indipendenza nella spiritualità. Si diventa veramente indipendenti solo dopo aver vinto il desiderio, la lussuria, l'avidità, l'ira, l'odio, l'avarizia, il sentimento di vendetta, ecc. È questo il significato che dovete dare al termine svatantra.

D. 58 - Swami, qual è l'atmosfera ideale di un'aula scolastica?
Bhagavân - Dovreste seguire la vostra antica tradizione culturale. Uno studente dotato di vinaya, umiltà, e vidheyata, ubbidienza, può acquisire la conoscenza. Gli studenti dovrebbero manifestare un vivo interesse per ciò che studiano e porre domande. Qualunque dubbio sorga in loro, dovrebbero
chiedere chiarimenti all'insegnante. Gli studenti non dovrebbero sedersi alla stessa altezza dell'insegnante, che deve occupare una posizione più elevata sulla sedia. La conoscenza, come l'acqua, scorre dall'alto in basso. Il fuoco, invece, si dirige verso l'alto, così come dovrebbe fare la saggezza di uno studente.

D. 59 - Swami, oggi troviamo l'imitazione in tutte le sfere della vita.
In particolare, l'imitazione è assai diffusa fra i giovani. Che cosa ne pensa Swami?
Bhagavân - L'imitazione è debolezza. È un difetto dei giovani odierni.
L'imitazione è umana, mentre la creazione è divina. L'imitazione vi fa dimenticare anche il vostro comportamento spontaneo.
Un corvo vide un cigno e fu molto attratto dal suo portamento solenne e
aggraziato; quindi prese a imitarlo. Cominciò a muoversi lentamente per un tratto, poi a saltare e infine a spiccare il volo, ma, così facendo, perse completamente il proprio stile. A tutti parve così goffo e innaturale!
Bisogna dunque essere naturali. L'imitazione è non soltanto artificiale, ma anche ridicola.

D. 60 - Swami, oggi molti, specialmente i giovani, sprecano il proprio
prezioso tempo nell'ozio e nell'indolenza. A causa di ciò, nonostante possediamo grandi risorse, la nazione non progredisce.
Ti preghiamo di suggerirci un rimedio a questo male.
Bhagavân - In questo paese non manca nulla. Abbiamo sufficienti risorse. Anche le persone sono piene di doti e di talento. Come dice il proverbio kannada:
Non c'è nulla al mondo che non si possa trovare anche in India.
La storia vi insegna che questo paese, in passato, fu il bersaglio delle invasioni e degli attacchi di molti stranieri, attratti dalle sue ricchezze e dalle sue risorse.
Oggi, purtroppo, ci sono molti pigri che sciupano il proprio tempo prezioso. Essi non lavorano in proporzione agli elevati stipendi che percepiscono. Così la nazione viene frodata e ingannata.
Siete voi che dovreste seguire il tempo, perché il tempo non aspetterà voi! Dio è il tempo, samvatsarâyanamah. Il tempo è Dio.
"Omaggi a Colui che è il tempo.
Omaggi a Colui che trascende il tempo.
Omaggi a Colui che soggioga l'orgoglio del tempo."
Abbiamo molti aforismi che ritraggono Dio come il Signore, il Sovrano e il Creatore del tempo. Il Nâmâvalî (la raccolta dei Nomi divini) dà particolare rilievo a questo aspetto della Divinità (cioè il Tempo). Ne consegue che sprecare tempo è peccato. Dovreste trascorrere il tempo nel modo più
sacro. Ai ragazzi dico spesso:
"Non vedere il male, vedi solo ciò che è buono.
Non parlare male, di' solo ciò che è buono.
Non ascoltare il male, ascolta solo cose buone.
Non agire male, fa' soltanto ciò che è buono".
Si può quindi giungere alla conclusione che, guardare cose non buone,
ascoltare parole malvagie, parlare, pensare e agire male, equivale a perder tempo.
Dovreste lavorare sodo. 'Vivrai del sudore della tua fronte', si dichiara nella Sacra Bibbia. Oggi non è più così: la gente vuole guadagnare i soldi senza compiere alcuno sforzo. Qualunque sia il vostro lavoro, svolgetelo facendo nâmasmarana (ripetendo il nome di Dio). Questo è bhakti mârga (il sentiero della devozione). Allora il lavoro diventa un'offerta a Dio.
Questa è anubhava jñâna, la saggezza nata dall'esperienza o conoscenza pratica.
Gli oziosi, i pigri non potranno mai raggiungere nulla nella vita. Se lavorate con tutte e due le mani, non riuscite a riempirvi lo stomaco? Sapete come si scatta una fotografia. Il fotografo vi chiede di mettervi in posa a una certa distanza, regola l'obiettivo, poi vi chiede se siete pronti; ma Kâludu, il Dio della morte, non vi dà tempo né vi chiede di prepararvi prima di scattare l'ultima foto. Egli vi prende la vita all'improvviso e senza preavviso, no? Quindi, dovreste essere
sempre pronti ad affrontare l'evento. Capite allora che è indispensabile fare del tempo l'uso più sacro possibile. Osservate la creazione divina: il sole, la luna, le
stelle e i pianeti. Si muovono nelle loro orbite correttamente, così potete avere il giorno e la notte, che segnano lo scorrere del tempo nella vostra vita. Anche gli alberi e i fiumi seguono il tempo e sono un esempio ideale per l'uomo. Perciò si dice che la Natura è la migliore maestra.
Swami non fa vacanze. Voi avete almeno una domenica la settimana di riposo. Io ricevo migliaia di lettere ogni giorno. Le leggo tutte. Svolgo tutto il Mio lavoro. Faccio chilometri ogni giorno muovendomi in mezzo a voi. Supervisiono, osservo, guido e dirigo tutte le questioni inerenti l'università, l'Ospedale (di alta specializzazione) e il Progetto Acqua Potabile da solo, oltre alle migliaia di Centri Sai in tutto il globo. Non riposo mai, non Mi prendo soste o vacanze. La vostra
felicità è la Mia felicità. Dio si incarna per insegnarvi il corretto stile di vita. Quindi, non sprecate tempo. Con karma, la giusta azione, sostenete dharma, la
rettitudine e immergetevi in Brahma, il Divino, redimendo, in tal modo, la vostra esistenza.

D. 61 - Swami, si sente molto parlare di 'fuga di cervelli'. Secondo le statistiche, di anno in anno il numero di persone istruite che vanno all'estero è in aumento. È una cosa giusta?
Bhagavân - Non va bene. Non è giusto che i giovani lascino la loro terra per i paesi stranieri. Qui in India, secondo la tradizione, ci sono cinque madri alle quali dovete lo stesso rispetto. Queste cinque madri, assieme alla madre naturale, sono di tutto rispetto. Chi sono? La prima è, naturalmente, dehamâtâ, la madre del vostro corpo. È colei che vi ha dato la nascita, che ha sudato per crescervi e che ha sacrificato tutto per allevarvi e farvi vivere in modo più confortevole.
Quindi, merita assoluto rispetto. La seconda è gomâtâ, la mucca. Essa vi dà il latte e vi aiuta a nutrire e rafforzare il vostro corpo. Le dovete gratitudine. La terza è bhûmâtâ, Madre Terra.
Viviamo sulla terra. Coltiviamo la terra, che ci dà i suoi frutti.
Tutti i metalli che estraiamo e usiamo sono custoditi nel suo grembo. La quarta è Vedamâtâ, la Sacra Scrittura. Sono i Veda a indicarvi l'obiettivo della vita e a insegnarvi il sentiero spirituale da percorrere. Anche a questa madre, come alle altre, dovremmo essere grati. Poi c'è la quinta: deshamâtâ, la madrepatria.
La cultura, la tradizione, la nobile eredità sono tutte incarnate in questa sacra terra in cui vivete. Dovete considerare desha, la vostra terra natale, come vostra madre. Non per niente si chiama deshamâtâ, madrepatria.
Non chiamate ammâ, madre, la prima donna che incontrate solo perché è più bella di vostra madre.
Questo è il messaggio espresso dal Râmâyana. Alla fine della guerra, dopo la morte di Râvana, Lakshmana disse a Râma: "Fratello, Lankâ è prospera e incredibilmente bella. I nostri nemici sono morti e noi abbiamo tutto il diritto di regnarvi. Signore, perché non ne diventi il re? Bharata regna già in Ayodhyâ da ben quattordici anni. Possiamo chiedergli di continuare a regnare là e noi
installiamo qui il nostro regno". Râma rispose: "Lakshmana, la tua madrepatria è superiore al Cielo stesso! Tua madre può essere più brutta di un'altra donna che incontri, ma non chiamerai quest'ultima ammâ, madre".
Qualunque sia il vostro paese di origine, è la vostra madre terra.
Dovete essere patriottici, amare la vostra patria, e dovete servirla.

D. 62 - Swami, che cosa hai da dirci sulla 'fuga di cervelli'? Numerosi professionisti molto preparati, come ingegneri, medici, o esperti di computer, decidono di stabilirsi all'estero per prospettive di vita migliori e più allettanti. Ciò è causa di preoccupazione in molti ambienti, sia governativi che privati. Che cosa ne pensi?
Bhagavân - È assai triste che tale tendenza sia in aumento. È ingiusto che ciò accada, sempre e dovunque. Siete nati in questa società. In essa crescete, vi istruite, guadagnate soldi, nome e reputazione. Grazie ad essa avete da vestirvi, di che cibarvi e dove ripararvi. O siete forse cresciuti per conto vostro, senza la società in cui vivete? Potreste farvi una carriera senza il suo supporto? Non dovreste esserle grati per tutto ciò che vi ha dato?
L'uomo non dovrebbe mai essere ingrato. Il miglior modo per esprimere la gratitudine è servire.
Vedete, gli abitanti del nostro paese si sforzano di più e lavorano più onestamente quando sono all'estero. Quando sono qui, non mostrano la stessa dedizione e lo stesso impegno. Non sono onesti e laboriosi nel proprio paese come lo sono all'estero. Di fatto, i guadagni che avrebbero qui svolgendo al meglio il loro lavoro sono uguali a quelli che ricavano fuori. La responsabilità è un
po' anche dei genitori, che non insegnano adeguatamente ai figli i valori del lavoro, del patriottismo e del sacrificio, dell'amore e della gratitudine.
Quindi è vostro dovere fondamentale servire la società in cui nascete e crescete. Vedete che molti stranieri vengono qua, apprendono molte cose in questa sacra terra, mentre voi, che vi siete nati, dimenticate ciò che già sapete! Alcuni indiani sono perfino inferiori a tanti stranieri per quanto
riguarda il rispetto delle tradizioni. A che cosa serve l'istruzione?
Al declino dei valori umani?
Come disse Râma: "La madre e la madrepatria sono più grandi perfino del cielo".

D. 63 - Swami, i giovani d'oggi, adducendo come motivo il salto generazionale, non sono più disposti ad ascoltare gli anziani. Consigliaci e dacci il Tuo
messaggio.
Bhagavân - Non ha senso. Quali sarebbero i cambiamenti del salto generazionale? Il sole sorge sempre a est e mai a ovest. Le leggi della natura sono immutate. È lo stesso stomaco che riempi tutti i giorni, la stessa faccia che lavi tutti i giorni. Non pulisci gli stessi utensili e non indossi forse gli stessi abiti ogni giorno? Intendo dire che le cose importanti si devono fare di frequente. In nome del salto generazionale, non dovreste smettere di fare le cose che occorre ripetere.
Non dovreste ignorare il consiglio degli anziani, bollandoli come 'obsoleti'. Non dovete farlo.
Sono persone dotate di ricca esperienza e sono vostri buoni amici. Voi dovete ascoltarli, rispettare e seguire i loro consigli.
Le moderne generazioni non sono disposte ad ascoltare gli anziani. È una follia, un segno di totale ignoranza voler cancellare tutto ciò che gli anziani dicono. Si tratta d'orgoglio e d'egoismo. Se ignorate i loro preziosi consigli finirete col rovinarvi.

D. 64 - Swami, da una parte ci sono i genitori che ci tirano verso il mondo e dall'altra gli insegnamenti divini che abbiamo avuto la fortuna di ricevere da Te. Ci chiediamo quale delle due prevarrà e ci influenzerà.
Bhagavân - Se le idee dei genitori sono contrarie a Dio, dovreste scegliere Dio e non certo le idee dei vostri genitori. Dovete spiegar loro con chiarezza e convincerli del valore e dell'importanza del sentiero spirituale. Fra gli alunni che seguono l'educazione di Sai (Bâl Vikâs), ce ne sono tanti che hanno operato un cambiamento nei loro genitori. Molti di essi sono stati influenzati e trasformati dai loro figli che frequentavano gli istituti educativi Sai, dalle elementari, alle
superiori, all'università. Prima dovrebbe avvenire un cambiamento in famiglia, poi nella società.
Di fatto, voi non venite dai vostri genitori, ma attraverso di essi. A dire il vero, voi venite da Dio. Se siete convinti di ciò, le vostre parole e azioni saranno sante.
Vi faccio un piccolo esempio. Provate a riempire un contenitore con il dolce budino di latte, il pâyasam. Se il contenitore è bucato, vi aspetterete che quel dolce budino vada perduto, giusto? Similmente, allorché sarete consapevoli che venite da Dio, le vostre parole, i vostri pensieri e le vostre azioni saranno divini.

D. 65 - Swami, stiamo facendo progressi nelle scienze e nella tecnologia. Tuttavia, i nostri giovani d'oggi non sono capaci di affrontare i problemi della vita con coraggio. Si sentono abbattuti ad ogni minima difficoltà. Sono incapaci di sopportare il dolore con pazienza e ricorrono facilmente all'alcol e alle droghe. Quale messaggio dà Swami ai giovani?
Bhagavân - Oggi, ci sono molti ragazzi e ragazze che frequentano college e università. Ci sono molte specializzazioni in ogni campo dello scibile. Ciò è positivo da un punto di vista generale.
Ciò che è deplorevole, invece, è che le innate qualità umane si stiano deteriorando rapidamente fino a svanire completamente!
"L'educazione non è per guadagnarsi da vivere, ma per imparare a vivere;
non serve a trasmettere informazioni, ma per avviare trasformazioni.
L'educazione ha lo scopo di elevare la personalità umana fino alla dimora divina.
Essa non è uno strumento per far soldi, ma per sviluppare buone qualità;
l'educazione non ha come obiettivo jitam, lo stipendio, ma jîvitam, la vita."
Senza valori, anche se hai un'istruzione molto elevata, sarà tutto inutile! Come può esserci vero progresso senza valori? La scienza e la tecnologia ti aiuteranno se sei privo di valori? È a causa della mancanza di questi che i giovani si danno all'alcol e alle droghe.
I giovani non sono più vîra (uomini di valore), ma bhira (paurosi).
Dovrebbero essere padroni, invece sono schiavi. Dovrebbero conoscere il significato di: "La vita è una sfida: affrontala!"
Devono fronteggiare e superare tutte le difficoltà e i problemi, anziché fuggire da essi e sentirsi frustrati. Poiché la vita è una sfida, dovreste affrontarla! La vita è piena di forte senso di competizione in tutti i campi: scientifico, tecnologico, fisico, etico, politico e spirituale. Essi dovrebbero equipaggiarsi di tutto punto con le giuste armi ed essere sempre pronti alle sfide della vita.
Qualcosa di simile accadde nella guerra del Mahâbhârata. Arjuna voleva
scappare dal campo di battaglia poiché aveva perso ogni coraggio, diventando vile. Allora Krishna infuse in lui quel coraggio e quella forza morale che servivano in quel frangente, insegnandogli la Bhagavad Gîtâ (la Divina Canzone). Fu come un'iniezione di calcio e glucosio per ridare ad Arjuna la giusta forza mentale e fisica.
La vita è una palestra, è un gioco: giocatelo! Dovreste giocare con vero senso sportivo e accettare la vittoria e la sconfitta, il guadagno e la perdita, con equanimità.
Nel mondo, non tutti possono avere tutto, ma non c'è nessuno senza amore. Quindi, la vita è amore:
condividetelo! Dio è Amore, l'Amore è Dio. Vivete nell'Amore! Il vostro cuore è pieno d'Amore, ma con quanti condividete questo dono prezioso? Ponetevi questa domanda! L'Amore genera Amore. Non è ciò che accade oggi! Questo è
il motivo principale degli attuali conflitti, incomprensioni e divergenze. Fate il vostro dovere con tutta la vostra abilità e al meglio delle vostre capacità. Non
siate pigri e non costruite castelli in aria. Lavorate affinché i vostri sogni si realizzino: "La vita è un sogno: realizzalo!"
Oggigiorno, fate progetti così strampalati e lontani dalla realtà. È forse vita questa? No.
Offrite il vostro lavoro a Dio con sincerità.
Solo così esso si trasformerà in adorazione, le vostre azioni diventeranno yoga (unione con Dio).
In tal modo, il dovere e le azioni diverranno una disciplina spirituale sul cammino del karmayoga (agire senza cercare i frutti dell'azione). Non limitatevi a sognare, non perdetevi in fantasticherie insignificanti. Sappiate che la vita è dovere.

D. 66 - Swami, sembri molto arrabbiato e infastidito quando qualcosa va storto riguardo alla disciplina, agli standard educativi e allo sviluppo della personalità
in generale. Swami, vai giù pesante con gli studenti quando non rispondono alle Tue aspettative e li riprendi pubblicamente. È spaventoso esserne testimoni! Swami, quando penso a Te in quello stato d'animo, sono terrorizzato.
Come dobbiamo affrontare e accettare positivamente tali situazioni?
Bhagavân - Anzitutto, dovreste sapere che Swami è sempre privo di ego e non è mai veramente arrabbiato con nessuno: Dio è Amore, l'Amore è Dio. Fingo di essere arrabbiato e scontento di voi soltanto per correggervi...e perfino quella rabbia apparente svanisce presto come una grandinata.
Non si può definire nessuno un vero guru se accetta e approva tutto ciò che fate e dite. È un maestro nel vero senso del termine solo chi vi corregge e vi instrada nella giusta direzione come qualcuno che vuole il vostro bene.
Supponiamo che questo luogo sia un'officina. Tutti i mezzi danneggiati o rovinati vengono portati qui per la riparazione. Come meccanico, io stringo bulloni, dadi e viti... Devo correggere i vostri errori, liberarvi delle vostre colpe, debolezze e difetti, per trasformarvi in cittadini ideali di questa terra. L'errore deve essere corretto immediatamente e sul posto, appena viene commesso. Per fare ciò, naturalmente, devo essere un po' duro. Riuscite a piegare il ferro quando è
incandescente, no? Ma quando è allo stato naturale, non ci sono muscoli d'uomo che potrebbero farlo. Quindi, la correzione deve essere istantanea. Se puntualizzo i vostri errori davanti agli altri, non li ripeterete.
Vi porto un piccolo esempio: immaginate di stare pulendo con la scopa la vostra stanza con addosso solamente un lungi (vestito informale dell'India del sud, che consiste in un lungo panno avvolto ai fianchi, che arriva fino ai piedi - N.d.T.). D'un tratto, un amico viene a trovarvi: che cosa fate?
Mettete via la scopa e vi cambiate velocemente per rendervi presentabili. Perché lo fate? Dopo tutto, state pulendo la stanza. Non c'è nulla di male! Ma non volete mostrarvi in panni informali e volete vestirvi bene davanti a un altro. Vi preoccupate di lui, no?
Così faccio Io: quando sottolineo i vostri errori apertamente, sarete in grado di riparare ad essi e baderete a non ripeterli, giusto?
Di fatto, Io non ci perdo nulla se vi rovinate e non ci guadagno nulla se siete bravi. Non Mi aspetto nulla da voi. Voglio che siate buoni e portiate buon nome ai vostri genitori, al vostro istituto e al vostro Paese. Ciò non è per Me, ma per la vostra realizzazione.

D. 67 - Swami, quando incontriamo gli studenti e chiediamo loro che cosa stanno facendo, rispondono che studiano informatica o tecnologia. Qual è la ragione di tanta passione per lo studio del computer?
Bhagavân - Una delle cose più importanti che dovreste sapere è che tutta la vostra istruzione moderna è già dentro di voi. Siete voi il 'computer'. Siete voi il
'generatore'. In voi è l'elettricità, in voi è il calore, il magnetismo. Tutto ciò che trovate intorno non è altro che il riflesso, la reazione e la risonanza del vostro stato interiore.
Dite che il computer è fantastico. Andate davanti al computer e chiedetegli: "Chi è mia moglie?"
Otterrete risposta? No! Perché? Perché siete voi che dovete programmarlo con le informazioni che in seguito potrete estrapolare a vostro piacimento, non è vero? Esso può fornirvi soltanto i dati che voi stessi avete immesso. Nulla di nuovo! Dopo tutto, è l'uomo ad aver creato i computer. L'uomo, dunque, è superiore al computer. Il cervello è il vostro computer che registra tutti i ricordi e le esperienze vissute. Quando una zanzara vi punge, anche mentre parlate
con Me, la prenderete e la butterete fuori. Come avviene ciò? Viene trasmessa un'informazione.
Mentre camminate, il vostro occhio nota una spina e, anche se ci passate vicino, il vostro piede la sorpasserà. Questa è l'azione del potere magnetico che è in voi.
Se vi chiedo: "Che cosa studi", qualcuno di voi risponde che frequenta il corso di M.T. Che cosa significa M.T.? Master of Technology (Laurea all'Istituto Superiore di Tecnologia. 'Master of Technology', letteralmente, significa 'Dottore, Maestro in Tecnologia' - N.d.T.).
Chi è il 'master'? Che cos'è 'technology'? Non tutti sono master (padroni, maestri). Solo chi ha il controllo sui propri sensi è un vero master: voi siete solo mister (signori)! Mister Rao, Mister Kumar e così via... Dovreste usare la vostra conoscenza (knowledge) per migliorare la società, altrimenti tutto diventerà solo allergia (allergy). Se non portate la vostra conoscenza (take knowledge) nella società, non ci sarà tecnologia (technology), ma 'truccologia' (tricknology)!
(Giochi di parole, talora basati su termini creati da Swami e su assonanze non sempre facili da rendere in un'altra lingua; perciò riportiamo fra parentesi la parte in inglese - N.d.T.).

D. 68 - Swami, quali sono le qualità di un leader?
Bhagavân - Il leader deve possedere principalmente due qualità. Poiché oggi queste qualità mancano, non ci sono più dei buoni leader. Invece, troviamo conflitti, agitazioni e tensioni dappertutto.
Le due qualità sono il 'carattere individuale' e il 'carattere nazionale'. In passato, l'India ebbe governanti dotati di tali qualità: Tilak, Netaji, Patel e altri. Non potete chiamare leader una persona se non possiede carattere individuale. Un leader deve guidarvi, ma non spingervi da dietro.
Un buon adepto diventa a sua volta un buon leader. Tuttavia, se non sapete servire, non potete diventare un capo ideale. Un leader deve sempre tenere a mente ciò: prima, sii; poi, fa'; infine, di'! Cioè deve anzitutto essere e poi fare ciò che professa. Solo se è e fa acquisisce il diritto di parlarne. Soltanto se si dimostra buono, un leader può dire agli altri di esserlo. Ecco perché ripeto spesso ai Miei studenti:
"Sii buono, fa' il bene e vedi il bene!"

D. 69 - Swami, ci meravigliamo spesso del modo in cui istruisci e consigli i tuoi studenti! Noi, come genitori, non pensiamo di essere in grado di fare altrettanto. Tu sei munifico e benevolo; offri istruzione gratuita ai nostri figli e insegni loro come debbono comportarsi per essere cittadini responsabili nella società. Il Tuo amore supera quello di mille madri: è un oceano dalle insondabili profondità. Sono qui presenti gli studenti del corso M.B.A, dell'Institute of Higher Learning. Vorresti dar loro un messaggio?
Bhagavân - L'educazione non è per guadagnarsi da vivere, ma per la vita. È la prima cosa che dovete imparare. Non è il lavoro o lo stipendio che contano. Dovete usare l'istruzione acquisita per migliorare la società tramite il servizio. L'istruzione non vi è data per perseguire i vostri scopi e interessi egoistici. È buffo vedere gli studenti che scelgono i corsi con un occhio allo stipendio futuro piuttosto che alle proprie reali inclinazioni. Anche i genitori la pensano allo stesso modo. Ciò è scorretto. È assolutamente necessario dimostrare la
propria gratitudine alla società in cui nascete, crescete e in cui vi guadagnate la vostra buona reputazione, oltre al denaro. Rispettate, servite e compiacete i genitori. Dovete renderli felici in tutti i modi.
Affermate che l'amore di Swami è quello di mille madri, ma non conoscete neppure l'amore di vostra madre! Come potete, dunque, conoscere e apprezzare quello di mille madri?
Gli studenti del corso M.B.A. (Master Business Administration) diventeranno manager. Molto bene.
Però dovreste conoscere anche le cose che non ci sono nei libri. Avete la testa piena di conoscenze libresche, ma poi dovete metterle in pratica. Sappiate anche che non sempre è possibile mettere in pratica tutto ciò che avete appreso dai libri: la conoscenza va applicata alle realtà contingenti per trovare le soluzioni ai problemi che incontrerete.
Come manager, non basta che ve ne stiate seduti, ben vestiti, sotto un ventilatore, con i vostri stuzzichini e le altre comodità. Dovete porvi il problema se vi meritate effettivamente il vostro stipendio. Altrimenti dovete avere la coscienza di considerarvi degli imbroglioni e dei truffatori della vostra compagnia. Dovete lavorare con onestà. Inoltre non dovreste cambiare lavoro e compagnia troppo spesso. Nessuno vi darà fiducia, perché la nuova
compagnia per cui volete lavorare per guadagnare meglio comincerà a pensare che potreste andarvene da un giorno all'altro per pochi soldi in più. Le vostre capacità, il vostro talento e il duro lavoro vi faranno emergere nella vostra compagnia.
Gli studenti MBA dovrebbero conoscere dettagliatamente i materiali grezzi, le risorse energetiche, la contabilità, l'economia, il marketing, la pubblicità e i macchinari.
Inoltre dovrebbero conoscere i sindacati e le loro attività, e il tipo di obblighi che la compagnia ha verso il governo. In nessun caso dovreste venir meno alla qualità, pena la vostra reputazione. La salita e la quotazione dei profitti possono inizialmente essere lente e basse; tuttavia ciò non dovrebbe
preoccuparvi. Un giorno si stabilizzeranno. Dovreste osservare ogni lavoratore e il modo in cui usa il suo macchinario. Dovreste accertarvi che ogni lavoratore sia in grado di svolgere l'incarico assegnatogli di volta in volta, cosicché non dobbiate dipendere da una sola o da più mani per dirigere l'azienda.
Inoltre, come manager, dipenderete dal Direttore manageriale o dal Consiglio di Amministrazione. A volte, sarà necessario consultarli prima di prendere decisioni
importanti. Dovete essere molto umili ed educati nei loro riguardi. Anche se siete in disaccordo con loro su tutti i punti in questione, non dovete accusarli o contraddirli direttamente. Non contrastateli subito apertamente.
Cercate un'altra occasione per rivederli. Scoprite qual è il loro stato d'animo e, quando sono calmi e sereni, spiegate loro con chiarezza i pro e i contro del
problema e tentate di far capire loro il vostro punto di vista. Allora essi si mostreranno disposti a cercare un motivo a ciò che dite.
Oggi è utile conoscere anche un'altra materia: ri-progettazione. Quando
un'azienda è chiusa o in fallimento, dovreste cercarne i motivi studiando ogni possibile fattore, trovando le soluzioni appropriate al problema ed escogitando i passi da fare per riaprirla e farla funzionare a dovere.
Nel corso MBA c'è anche una tesi sullo sviluppo rurale. Dovete conoscere il retroscena, le risorse e i bisogni del villaggio, la sua atmosfera e le condizioni
socioeconomiche prima di cominciare a operare in quel dato villaggio. Tre o quattro di voi possono anche associarsi e avviare una propria azienda. Dovete sostenere i valori umani fondamentali incondizionatamente e senza compromessi.
Questo è l'unico motivo che vi conferisce stima. Tenete sempre a mente i bisogni del vostro paese, i sistemi da adottare, le procedure da seguire e le risorse e lo sviluppo della nazione.

D. 70 - Swami, ascoltarTi spiegare le materie in questo modo ci lascia stupefatti! Il nostro Swami, che fornisce delucidazioni sul valore delle varie discipline, è il Maestro del mondo. Sappiamo che Swami ha rivolto un messaggio agli studenti MBA. Se ci reputi degni di riceverlo, per favore descrivici i punti salienti.
Bhagavân - Il nostro istituto offre corsi MBA e MFM. Anzitutto, che cosa significa 'business'? Che cosa significa 'market'? E chi è un 'manager'? Gli studenti apprendono nozioni dai libri di testo, ma il business e il marketing sono diffusi in tutto il globo. Sappiate che laddove si verifichi un dare o un prendere, quello è mercato; dove ci sia uno scambio, un'azione di dare o prendere, c'è
business. La parola non si riferisce, quindi, solamente a un negozio in cui si va ad acquistare.
Nel mercato chiamato 'mondo', il manager è la Mente! Deve essere un buon manager. E il cuore è il Dirigente. Tra un accadimento e un altro, c'è il tempo; tra un oggetto e un altro, c'è lo spazio.
Ciò che avviene nell'intervallo fra i due, è il karma.
Ora, apprestiamoci a valutare l'amore di un guru o precettore. Maestri come Socrate, Platone e Aristotele sono famosi nel mondo. Socrate, fra questi, vi è ben noto.
Egli fu condannato a morte dai giudici perché si pensava che, sotto la sua 'cattiva' influenza, i giovani, anziché unirsi all'esercito come avrebbero dovuto, si corrompessero. Socrate, che amava i suoi studenti, non voleva morire così. Ingiungendo loro di obbedirgli rigorosamente, li indusse a procurargli un veleno. Li fece sedere in cerchio intorno a lui e chiese loro di toccare l'ampolla
contenente il veleno. Egli pensò che fosse meglio morire in mezzo a loro che a un manipolo di giudici folli. Il suo amore per gli studenti era veramente grande. I discepoli che compresero ciò, divennero grandi uomini.
Ora, pensate al fondatore della Bata Company: un uomo d'immensa
devozione a Dio. Creò calzature con imbottitura di peli di cavallo e d'asino. In questo modo si guadagnò da vivere e servì gli altri.
Furono la sua devozione e il suo spirito di servizio a dargli lustro e fama. Quindi, l'amore, la devozione e lo spirito di servizio sono essenziali per un manager.
Alessandro (Magno) era in procinto d'invadere l'India. Si presentò al suo precettore per riceverne le benedizioni. Costui gli disse: "Figlio! Mi hanno detto che nella terra di Bhârat si possono trovare cose d'inestimabile valore. Portamele, come offerte al tuo maestro. Anzitutto, ci sono in India asceti erranti dotati di perfetta devozione e assoluto distacco.
Conduci a me uno di loro.
Inoltre, Bhârat è un suolo consacrato, durante le loro peregrinazioni, dai piedi di grandi aspiranti spirituali, mahat, (uomini nobili), capi di mendicanti, saggi
e incarnazioni divine. La terra indiana è davvero sacra: portamene un po'. Poi, si dice che l'acqua del Gange purifichi da tutti i peccati: figlio, portamene un vaso. Infine, là c'è la preziosa Bhagavad Gîtâ, che svela il segreto del retto vivere e della sua meta: portamene una copia!"
Essendo nati in India, voi dovete sviluppare lo spirito di sacrificio.
I nostri elevati ideali e valori aiutano gli studenti a conseguire fama e prestigio. Satya e Dharma sono fondamentali nella vita. Sono preziosi quanto il respiro. Senza di essi, l'esistenza è sterile. Queste sono le qualità essenziali di un manager.

D. 71 - Swami, non comprendiamo che cosa esattamente sia la saggezza.
La conoscenza che acquisiamo nei nostri istituti educativi non è saggezza? Se non lo è, come ottenerla facilmente?
Bhagavân - La conoscenza pratica è jñânam (saggezza). Non si tratta delle informazioni libresche.
Sentire la presenza di Dio sempre e in ogni luogo, dentro come attorno, è jñâna, vera saggezza.

(Continua)