BHAGAVAD GITA

CAPITOLO 17

versi da 1 a 28

1 Le divisioni della fede Arjuna disse: O Krishna, qual è la condizione di coloro che non seguono i princìpi delle Scritture, ma si dedicano a un culto di loro invenzione? Sono situati in virtù, in passione o in ignoranza?
2 Dio, la Persona Suprema, disse: Secondo l'influenza materiale che l'essere incarnato subisce, la fede può appartenere alla virtù, alla passione o all'ignoranza. Ascolta ciò che ti dico a questo proposito.
3 O discendente di Bharata, secondo l'influenza materiale che domina la sua esistenza, l'essere sviluppa una forma particolare di fede. Si dice che l'essere vivente sia di questa o di quella fede secondo l'influenza materiale che subisce.
4 Gli uomini situati nella virtù adorano gli esseri celesti, quelli soggetti alla passione adorano i demoni e quelli dominati dall'ignoranza adorano i fantasmi e gli spiriti.
5 Coloro che per orgoglio ed egotismo si sottopongono a severe austerità e penitenze non raccomandate nelle Scritture e, spinti dalla lussuria e dall'attaccamento, sono così insensati che torturano gli elementi materiali del corpo, e insieme l'Anima Suprema che dimora in loro, sappi che sono definiti demoni.
7 Anche il cibo preferito da ogni persona appartiene a tre categorie che corrispondono alle tre influenze della natura materiale. Questo vale anche per i sacrifici, per le austerità e la carità. Ascolta ora ciò che li distingue.
8 I cibi graditi a coloro che sono situati nella virtù accrescono la durata della vita, purificano l'esistenza e danno forza e salute, felicità e soddisfazione. Questi alimenti sono succosi, grassi, sani e graditi al cuore.
9 I cibi troppo amari, troppo aspri, salati, piccanti, pungenti, secchi e bruciati sono e da chi è dominato dalla passione. Essi generano sofferenza, infelicità e malattia.
10 Il cibo cotto più di tre ore prima di essere consumato, privo di gusto, decomposto e putrido, e il cibo costituito di avanzi e di cose intoccabili, piace a coloro che sono dominati dalla più oscura ignoranza.
11 Tra i sacrifici, quello che si compie per dovere, secondo le regole delle Scritture e senza alcuna ricompensa, appartiene alla virtù.
12 Ma il sacrificio compiuto per qualche beneficio materiale o per orgoglio, sappi che appartiene alla passione, o migliore dei Bharata.
13 E quel sacrificio compiuto senza alcuna fede, trascurando le direttive delle Scritture, senza distribuzione di prasadam [cibo spirituale], senza il canto degli inni vedici e senza remunerazione per i sacerdoti appartiene all'influenza dell'ignoranza.
14 L'austerità del corpo consiste nell'adorare il Signore Supremo, i brahmana, il maestro spirituale e i superiori come il padre e la madre; inoltre nel mantenere la pulizia, la semplicità, il celibato e nel praticare la nonviolenza.
15 L'austerità della parola consiste nell'usare un linguaggio veritiero, gradevole, benefico, teso a non agitare gli altri, e anche nel recitare regolarmente i Testi vedici.
16 Serenità, semplicità, gravità, controllo di sé e purificazione della propria esistenza sono le austerità della mente.
17 Questa triplice austerità, praticata con fede trascendentale da uomini che non aspirano a ottenere benefici materiali ma desiderano soddisfare il Supremo, appartiene alla virtù.
18 Ma le austerità compiute per orgoglio e al fine di ottenere rispetto, onore e venerazione sappi che appartengono all'influenza della passione. Esse non sono né stabili né permanenti.
19 Le austerità compiute stupidamente torturando il sé, oppure allo scopo di ferire o distruggere gli altri, sappi che appartengono all'ignoranza.
20 La carità elargita per dovere, senza aspettarsi niente in cambio, nelle giuste condizioni di tempo e di luogo, e alla persona che ne è degna, appartiene alla virtù.
21 Ma la carità compiuta con la speranza di una ricompensa o col desiderio di godere di frutti che ne derivano, oppure fatta a malincuore, appartiene alla passione.
22 Infine, la carità fatta in tempi e luoghi inopportuni, a persone indegne, o compiuta in modo irrispettoso e sprezzante, appartiene all'ignoranza.
23 Fin dall'inizio della creazione le tre sillabe om tat sat servono a designare la Suprema Verità Assoluta. Queste tre rappresentazioni simboliche erano usate dai brahmana per la soddisfazione del Supremo durante il canto degli inni vedici e il compimento di sacrifici.
24 Perciò gli spiritualisti che intraprendono il compimento di sacrifici, di carità e penitenze secondo le regole delle Scritture iniziano sempre pronunciando l'om al fine di raggiungere il Supremo.
25 Liberi dal desiderio di attività interessate, si dovrebbe compiere varie forme di sacrificio, di austerità e carità pronunciando la parola tat. Il fine di queste attività trascendentali consiste nel liberasi dal condizionamento della materia.
26 La Verità Assoluta è l'obiettivo del sacrificio devozionale ed è indicato col termine sat. Anche l'autore di questo sacrificio è definito sat, come anche l'atto di sacrificio, di austerità e di carità che, conformemente alla natura assoluta, sono compiuti per la soddisfazione della Persona Suprema, o figlio di Pritha.
28 Tutti i sacrifici, le austerità e le carità compiuti senza fede nel Supremo, o figlio di Pritha, sono temporanei. Sono definiti asat e sono inutili sia in questa vita sia nella prossima.